Napoli: la rivoluzione di Spalletti è nata la sera del 6 agosto e ha tre segreti

Luciano Spalletti, tecnico del Napoli, è riuscito a creare un modello vincente. La sua rivoluzione è nata in estate, mentre addentava un Camogli.
Alle undici della sera d’un afoso 6 di agosto, addentando un «Camogli» mentre tornava a casa per starsene un po’ tra le proprie anatre e i suoi cavalli, Luciano Spalletti, come ricorda l'edizione odierna del Corriere dello Sport, aveva (ri)scoperto del Napoli tutto ciò che ormai sapeva e che custodiva nel data base della memoria ormai da un anno. Quella squadra, senza Insigne senza Koulibaly, senza Mertens e senza Ospina, nascondeva dentro di sé la natura sfacciata che appartiene anche al proprio allenatore, una forma espressiva che si coglieva al primo sguardo e una lacuna fisica - in centimetri, in muscoli - che sarebbe stata poi colmata da Ndombele.
La rivoluzione era già cominciata, strutturale e caratteriale, e per definirla gli sarebbe servito un tempo fisiologico, azzerato attraverso una intelligenza viva e una varietà interpretativa che Spalletti si porta appresso da sempre. Tre i segreti del Napoli vincente. Il primo è di carattere psicologico, il toscano ha domato frontalmente il venticello (o l’uragano?) della contestazione, ha affrontato quelle serate piene di allusioni e di paure puntando esclusivamente sulla forza persuasiva della fiducia a scatola aperta.
Il secondo segreto è di natura tecnica. Spalletti ha abbracciato a mani nude la rivoluzione tecnica ed economica manipolando con cura quello che gli hanno messo a disposizione Giuntoli e De Laurentiis. Ha studiato con loro la restaurazione, ha protetto tutti guadagnatosi l'etichetta anche di attore salvo poi salire sul palcoscenico standomene però sempre ad un filo dal sipario. Così ha ricreato Mario Rui, Zielinski, Anguissa, Osimhen e tanti altri.
L'ultimo segreto è di natura tattica. Prima c'erano due modelli di riferimento tattici. A Castel di Sangro, Spalletti è uscito dagli equivoci scomponendo e ricomponendo il Napoli con un tridente mutevole in base alle caratteristiche di chi gioca.






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