Napoli, D'Esposito: "Soprannome dispregiativo affibbiato ad ADL"

Il Napoli si avvia a vincere il terzo scudetto della sua storia, ma una parte della cittā non ama De Laurentiis. L'analisi di Fabrizio d'Esposito per Il Fatto Quotidiano.
L'edizione odierna de Il Fatto Quotidiano dedica una pagina allo scudetto del Napoli, soprattutto sull'astio di una parte della città per Aurelio De Laurentiis. Ecco quanto scrive Fabrizio d'Esposito: "La verità è che la festa rovinata domenica sera ha radici vecchie di almeno tre lustri, laddove la napoletanità si è sbiadita in modo volgare e ripetitivo in quella che Raffaele La Capria ha classificato come “napoletaneria”. E così è finita che l’odiato presidente non è mai stato accettato da gran parte di Napoli. "Il Romano" è il soprannome dispregiativo affibbiato al produttore cinematografico".
"Lui ci ha messo ovviamente del suo, reclamando talvolta l’amore della folla come l’imperatore Commodo del “Gladiatore” e offrendo quattro anni fa ai tifosi lo scalpo di Carlo Ancelotti (Ancelotti eh!) per sostituirlo col neofita Rino Gattuso, subito acclamato dal popolo. Non a caso, lo slogan degli ultras che lo contestano violentemente è questo: 'Napoli siamo noi'. Una convinzione antropologica condivisa anche dalle élite cittadine (scrittori, politici, magistrati, intellettuali, avvocati, giornalisti) che in questi giorni chiedono un 'dialogo con il tifo organizzato' in vista del tricolore. Altro che partito della fermezza, come invece vorrebbe lo stesso De Laurentiis che ha chiamato 'delinquenti' gli ultras", ha aggiunto il cronista.






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