Napoli, basta Sud America: vince con un nigeriano, un georgiano e non solo

La compagine di Luciano Spalletti sta viaggiando verso il terzo scudetto della sua storia, ma ci sono tante differenze rispetto al passato.
Il Napoli che sta viaggiando a vele spiegate verso la conquista del terzo scudetto della sua storia è profondamente diverso da quello, altrettanto entusiasmante, ammirato in passato. Tra le tante differenze rispetto all’era di Diego Armando Maradona, c’è anche il fatto che questo Napoli non è sudamericano, non fonda cioè il suo gioco e il suo stile sull’individualismo e lo stile di gioco che caratterizzano i calciatori provenienti da quella scuola, ma è invece cosmopolita.
Il Napoli è aperto al mondo. Con l’esclusione infatti di Lozano (Messico), Simeone (Argentina) e Juan Jesus (Brasile), tutti e tre però tendenzialmente riserve, i campioni del Napoli sono un nigeriano (Osimhen), un georgiano (Kvaratskhelia), un kosovaro (Rrahmani), un macedone (Elmas), uno slovacco (Lobotka), un camerunense (Anguissa). Vorrà dire anche questo qualcosa nel nuovo stile di una società e di una squadra che basano sul collettivo le loro chance di successo?






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