Morte Maradona, 7 indagati. La Procura di San Isidro: "Pił stava peggio e meno lo curavano"

La Procura di San Isidro prosegue le indagini sulla morte di Diego Armando Maradona. Ci sono sette indagati per la morte dell'ex campione del Napoli.
“Più Diego stava peggio e meno lo curavano”, questa la sintesi a cui è giunta la Procura di San Isidro nelle indagini sulla morte di Diego Armando Maradona. Quanto è emerso dalle intercettazioni e dalle perquisizioni arricchisce un corposo fascicolo in cui c’è materiale per per andare davanti al giudice di garanzia per una valutazione dell’accusa di omicidio colposo per negligenza dei sette indagati: Il neurochirurgo Leopoldo Luque, la psichiatra Agustina Cosachov.
Lo psicologo Carlos Diaz che curò il Pibe nei mesi precedenti il decesso, l’infermiera Dahiana Gisela Madrid che assisteva Diego durante la convalescenza post intervento al cervello in una casa senza bombola di ossigeno o un defibrillatore, e l’infermiere Ricardo Almiron, anche lui presente il giorno del decesso di Maradona nel Barrio San Andres, Nancy Forlini, dirigente della compagnia assicurativa che si occupava della copertura clinica del Pibe de Oro e Mariano Perroni, impiegato della Medidom, società che gestiva il personale all’interno dell’abitazione dell’ex calciatore.
È chiaro al momento che non vi sia stata una reale volontà di curare e tutelare Diego da parte delle persone preposte alla sua custodia tanto che dalle intercettazioni emergono le parole del neurochirurgo Luque quando un medico chiede nuove analisi e controlli clinici per Maradona.







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