La Champions fa bene all'Inter: deficit dimezzato, le cifre

Non sono necessarie plusvalenze rilevanti entro giugno, ma il prossimo anno l'Inter deve avere un deficit aggregato massimo di 60 milioni
L'Inter, grazie ai ricavi assicurati dall'approdo alla finalissima in Champions League, come riporta l'edizione odierna della Gazzetta dello Sport, si è portata a casa 100 milioni di soli premi Uefa. Le sei partite casalinghe di Champions, inoltre, hanno assicurato una quarantina di milioni al botteghino. Senza dimenticare la "sorpresa" Paramount, la cui sponsorizzazione per la sfida col City è valsa 4 milioni. Dal punto di vista gestionale, l’Inter aveva già intrapreso un percorso di riequilibrio dal “record” di -246 milioni dell’esercizio 2020-21.
Nel 2021-22 la perdita è stata di 140 milioni. Quest’anno sul fronte dei ricavi operativi, il boom di Champions e San Siro dovrebbe portare, pur in assenza dei proventi del main sponsor, un incremento di 70-80 milioni rispetto al 2021-22. Tutto considerato, l’Inter potrebbe chiudere l’esercizio 2022-23 con un deficit attorno ai 70-80 milioni, senza il bisogno di realizzare plusvalenze rilevanti entro giugno. Grazie all’eccezionale Champions e ai maggiori ricavi rispetto alle attese, utilizzando un multiplo sul fatturato tra 3 e 4, l’Inter potrebbe ora valere 1,5 miliardi. La proprietà cinese, in vista della scadenza del maxi-prestito di Oaktree nel maggio 2024), dovrà riflettere sulle prossime mosse: prolungare l’avventura italiana o monetizzare l’investimento da 700 milioni.








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