L'anno scorso il Napoli aveva Osimhen, Kvara e Zielinski. Conte sta vincendo senza di loro
Un Napoli forse molto meno attrezzato della scorsa stagione sta compiendo il miracolo. Il lavoro di Conte è davvero prodigioso.

Antonio Conte sta per compiere un vero e proprio miracolo, gli azzurri possono davvero vincere il quarto Scudetto, ma con una squadra che sembra nettamente meno attrezzata rispetto a quella che lo scorso anno ha chiuso la stagione con un misero decimo posto.
Ne parla il Corriere dello Sport: "Il Napoli ha collezionato 22 vittorie, 8 pareggi e 4 sconfitte in 34 giornate. La prima all’esordio, a Verona: 3-0 con l’Hellas, una mazzata tremenda dopo più d’un mese di allenamenti massacranti tra Dimaro, Castel di Sangro e Castel Volturno. La qualità della semina, però, era troppo pregiata per non produrre frutti: tecnicamente, tatticamente e psicologicamente. E dopo il Bentegodi è partita la cavalcata, sfruttando anche l’assenza delle coppe e l’impegno singolo da dicembre. La grande differenza la sta facendo la regolarità: conquistati 30 dei 48 punti disponibili con le prime nove della classifica, contro i 19 su 45 dell’Inter. Il primo atto della resurrezione è stato ricostruire l’anima del gruppo: Conte ha restituito la fiducia e la fame smarrite a giocatori demotivati e pronti a cambiare aria, creando una squadra vera. Senza paura da San Siro al Maradona. Concreta e spietata quando deve. Domenica, contro il Torino, doveva: ha impiegato 7 minuti per dettare legge e 42 per mettere le mani sullo scudetto.
La resilienza di Conte. "La rinascita, però, è stata in salita: via Osimhen, centravanti straordinario, e poi Zielinski, colpo a zero dell’Inter. De Laurentiis è stato davvero super dopo un anno di errori in serie: ha destinato la gestione assoluta della squadra e del mercato estivo a Conte, assecondando ogni sua richiesta e ogni mossa del ds Manna, bravissimo in estate, anche senza il sostegno della Champions (investiti 150 milioni). D’inverno le strategie sono state sbagliate: la cessione di Kvara e il fallimento di tutti gli obiettivi ha incredibilmente indebolito la capolista, caso più unico che raro a gennaio, ma qui è venuta fuori un’altra caratteristica del Napoli di Conte: la resilienza. Nel senso più scientifico del termine".








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