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GAZZETTA - Juventus-Napoli, per il Giudice Sportivo la storia ha avuto due fasi distinte


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Pubblicato nella sezione Rassegna stampa
GAZZETTA - Juventus-Napoli, per il Giudice Sportivo la storia ha avuto due fasi distinte

La Gazzetta dello Sport ripercorre i motivi per i quali il Giudice Sportivo ha punito il Napoli.


Napoli sconfitto 3-0 a tavolino contro la Juventus. Per il Giudice Sportivo Gerardo Mastrandrea la storia ha quindi due fasi distinte. Nella prima, le giornate di venerdì e sabato, il giudice ritiene che emerga un quadro di «chiarimenti» (e viene sottolineato che si tratta di chiarimenti, dunque non ordinanze specifiche e atti tipizzati dell’ordinamento generale) almeno inizialmente «compatibile con l’applicazione del Protocollo specifico FIGC, validato dalle Autorità scientifico-governative del Governo e che (come è noto) non esclude l’intervento delle Asl». Cioè: non vi hanno detto di non giocare, non avete fatto tutto il possibile per andare a Torino. Soltanto dopo, nello scambio di mail dell’ora di pranzo di domenica, la prescrizione diventa davvero inequivocabile: a quel punto, è vero, il pronunciamento dell’Asl fa a pugni con il protocollo. Ma il discorso è già chiuso perché alle 14.13 della domenica la trasferta (si sarebbe dovuto giocare alle 20.45) «era nel frattempo oggettivamente divenuta di suo impossibile».


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È probabile che l’avvocato Mattia Grassani, il legale del Napoli, in secondo grado proverà a contestare fra le altre cose quell’«oggettivamente», insistendo sul fatto che l’orario delle 14.13 non escludeva la possibilità di prendere l’aereo e di andare a giocare a Torino. Contestando dunque la considerazione che la «prestazione sia stata da tempo unilateralmente rinunziata». In sostanza, un primo e un secondo atto. Nel primo, quando la vicenda è ancora tecnicamente in ballo, il Napoli non fa tutto il possibile per andare a giocare. Nel secondo, la domenica, la vicenda si è già consumata. Il giudice sportivo non entra nel merito dei regolamenti, non contesta la legittimità degli interventi delle Asl. Che però, questo è il ragionamento, solo fuori tempo massimo dispone il divieto, peraltro citando la circolare del ministero della Salute del 18 giugno, quella che battezza il protocollo della Figc già validato dal Cts. A riferirlo è l'edizione odierna della Gazzetta dello Sport.


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