Garanzini: "Osimhen è un pezzo raro, ma l'unico indispensabile è (forse) un altro"

Il giornalista in un articolo per il quotidiano La Stampa: "Il Napoli ha una cifra identitaria che riesce a coniugare l'estetica e la sostanza. Ha forza mentale e si diverte".
Gigi Garanzini, in un articolo per il quotidiano La Stampa, ha tessuto le lodi del Napoli di Luciano Spalletti: "C’è chi rivede tracce del miglior sarrismo, cioè quello napoletano, chi estrapola qualcosa di Klopp e qualcos’altro di Guardiola. Più varie ed eventuali. È scattato insomma il giochino che da sempre accompagna, e insieme celebra, l’approdo alla ribalta di una vera, grande squadra. A chi somiglia questo Napoli, chi ricorda Osimhen, qual è tra i tanti protagonisti il giocatore che non può mancare? Detto che le squadre di Spalletti a calcio hanno sempre giocato, e per esempio in due-tre stagioni romaniste molto ma molto bene, il miglior complimento possibile è che questo Napoli non assomiglia a nisciuno".
Garanzini ha aggiunto sul Napoli: "Ha innanzitutto una sua cifra identitaria che riesce a coniugare il bello e il pratico, l’estetica e la sostanza. Se sotto tortura dovessi fare un nome, scomoderei quello di Osvaldo Bagnoli. Per il rispetto delle vocazioni prima e la capacità di assemblare al meglio poi. Osimhen ricorda Osimhen perché un centravanti di quella potenza e di quell’agilità è un pezzo raro: anche di quel coraggio, visto che i connotati ce li ha già rimessi una volta e andando dentro a quel modo la maschera è una polizza relativa. Forse l’unico indispensabile, in questo Napoli, è Lobotka, che ha in mano il telecomando del centrocampo e lo aziona come pochi".






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