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Facci shock: "La Campania doveva essere rossa scarlatta! Non puoi trattarli come cittadini normali"


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Pubblicato nella sezione Rassegna stampa
Facci shock: La Campania doveva essere rossa scarlatta! Non puoi trattarli come cittadini normali

Filippo Facci, giornalista e scrittore, nel suo editoriale per Libero parla della difficile situazione che si è venuta a creare a Napoli per via del Covid-19.


Il Covid-19 ha travolto l'economia della città di Napoli, purtroppo la situazione non è per nulla facile. Filippo Facci, nel suo articolo per Libero, parla della situazione di Napoli con termini molto forti. Vi proponiamo alcuni stralci del suo articolo: "La Campania dovevano farla rossa scarlatta, da subito, o viola funerario: l'avevano già capito tutti da un pezzo, l'aveva detto persino il sindaco Luigi De Magistris (più che altro per inimicizia col presidente della Regione Vincenzo De Luca) e però no, guai: mica si può trattare la Campania come se fosse una regione normale, mica puoi trattare i suoi cittadini come se fossero cittadini normali con un senso civico normale: bisognava aspettare un po', fare una riunione a parte, mandare i tecnici del Ministero per controllare, accorgersi del segreto appunto di Pulcinella (cioè che i dati erano farlocchi, nella miglior tradizione contraffattoria partenopea) e magari, adesso, occorre pure colorare altre regioni per mimetizzare il progressivo arrossamento di una Campania che, nel novembre 2020, toh guarda, ha scoperto il Covid. I napoletani, di mascherine ed assembramenti, se ne sono sempre bellamente fo***ti - non tutti i napoletani: e che noia doverlo sempre precisare - ma bastava passare a Napoli nell'estate e nel primo autunno per percepire il solito mondo a parte, dove davanti a Borgo Marinari si vedevano ragazzi in tre in motorino senza casco - anche adesso De Magistris ha dimenticato di chiudere il lungomare - e tu figurati a dirgli di mettere la mascherina".


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Facci poi aggiunge: "I conti non tornano a tutta l'Italia, ma è di adesso anche la lagna degli esercenti napoletani che al pari degli altri hanno vissuto e vivono in un altro pianeta, dove i negozi erano già pronti per il Natale: addobbi esposti in piazza Mercato coi commercianti a frignare, ora, come se stessero sbarcando gli alieni: «Se ci chiudono rischiamo il fallimento», «siamo in questa piazza da quasi un secolo», «già la chiusura alle 18,30 ci aveva danneggiato», «se la merce pagata resterà invenduta non so come faremo». Non sapevano di essere in Italia, dove il problema sussiste da marzo: Napoli non è Italia, lo sanno anche loro. Sono abituati a cavarsela sempre".


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