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Ferrara: "De Laurentiis non dimenticherà mai la giornata di giovedì, è stato sfortunato"


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Pubblicato nella sezione Rassegna stampa
Ferrara: De Laurentiis non dimenticherà mai la giornata di giovedì, è stato sfortunato

Liberato Ferrara, giornalista, nel suo editoriale su "persemprenapoli.it", difende il patron azzurro Aurelio De Laurentiis.


Liberato Ferrara, giornalista, nel suo editoriale su "persemprenapoli.it", si schiera in difesa del patron del Napoli: "Quella di giovedì per De Laurentiis è stata una giornata che non dimenticherà mai. La malattia, la preoccupazione. E “l’umiliazione social”. E’ stato massacrato da tutti. Senza alcuna motivazione. Giudicato nella migliore delle ipotesi un irresponsabile. Per alcuni quasi un untore seriale. C’è chi ne ha chiesto l’arresto. Prima considerazione: questo Covid è una malattia (adesso!) probabilmente molto meno grave di tante altre. Lo dicono i numeri, non quelli dei contagi ma quelli dei morti, dei ricoveri in terapia intensiva. Ma è malattia per la quale non vale il rispetto umano. Un giornalista sa bene che non può rilevare lo stato di salute di nessuno senza autorizzazione. Religione, preferenze sessuali e stato di salute sono i tre ambiti che non possono essere violati in nessuno modo a tutela della privacy. Nel caso del Covid questo concetto non vale in nessun modo. Non c’è privacy".


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Inoltre aggiunge: "Seconda considerazione: il presidente è stato particolarmente sfortunato. Tutti sanno cosa ha fatto il giorno prima. C’è stato un evento pubblico, l’assemblea di Lega. C’erano tanti giornalisti pronti a raccontare quello che è successo. Fotografi e cine operatori sfusi e a pacchetti. Ci sono immagini di De Laurentiis che, senza mascherina, parla con i giornalisti a pochi centimetri da loro. Non solo. In quelle ore aveva incontrato tanta gente, tutti famosissimi. E’ stato un gioco da ragazzi rintracciare chi è stato in contatto con lui. Il presidente del Benevento Vigorito ha raccontato che al ritorno hanno fatto il viaggio insieme nell’aereo privato di De Laurentiis. Sappiamo con chi ha parlato, con chi ha pranzato. Se e quando indossava o no la mascherina. Tutti si sono sentiti in diritto di commentare. Hanno parlato i suoi colleghi presidenti, ha parlato Malagò, presidente del Coni. Ha parlato addirittura il cardinale Sepe. Oltre alla pletora di leoni da tastiera sui social. Lo hanno criticato tutti, rinfacciandogli di essere stato imprudente. Ma secondo voi se avesse anche solo sospettato di essersi ammalato sarebbe andato a Milano o in ospedale? Parliamo di una persona di oltre 70 anni, con qualche malattia pregressa importante. Hanno detto che è stato un incosciente a non aspettare l’esito del tampone. C’è una cosa da dire: un comune mortale fa il tampone se ha qualche sospetto. Chi è legato ad una squadra di calcio di serie A da protocollo deve fare due tamponi a settimana. Il Napoli li fa il martedì ed il giovedì. De Laurentiis l’aveva fatto il giorno prima, come sempre. E non ne conosceva l’esito. Ma era routine. Anche la storia dei sintomi non ha senso. Aveva mal di pancia. Se hai mal di pancia pensi ad una indigestione, non al Covid".


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