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"Dice che se n'è andato perché trattato male da De Laurentiis", Polito: "Tesi popolare"

Il noto giornalista Antonio Polito attraverso Il Corriere del Mezzogiorno ha messo in evidenza il grande cammino della SSC Napoli di De Laurentiis.


Gaetano BrunettiGaetano BrunettiGiornalista

11/05/2025 15:31 - Rassegna stampa
Dice che se n'è andato perché trattato male da De Laurentiis, Polito: Tesi popolare
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Il noto giornalista Antonio Polito ha firmato un editoriale sulle pagine del Corriere del Mezzogiorno, nel corso del quale si è soffermato ampiamente sul Napoli di De Laurentiis: "L'allenatore (Spalletti, ndr) spiega che se n'è andato perché è stato trattato male da Adl, il quale si è comportato da padre-padrone e non ha riconosciuto a lui e alla dirigenza il merito del trionfo calcistico".

"Si ripete così una tesi molto popolare a Napoli (e sono sicuro che il confutarla renderà me molto impopolare): che cioè lo scudetto l'hanno vinto Spalletti e Giuntoli, il primo con la sua tattica, il secondo col suo mercato. Il Napoli è in testa al campionato, in corsa per il suo secondo scudetto in tre anni (anche qui siete autorizzati a tutti gli scongiuri del caso). E senza Giuntoli e Spalletti, ma con un altro allenatore e un'altra dirigenza. Anzi, se vogliamo dirla tutta, con una rosa che forse è perfino inferiore a quella dell'anno di Spalletti, anche se non così risicata come Antonio Conte, maestro dell'autocommiserazione, tende a far credere. Perché De Laurentiis quest'anno la campagna acquisti l'ha fatta, nonostante l'unico e non piccolo neo di aver ceduto la stella Kvaratskhelia, capace in pochi mesi di trascinare il Psg alla finale di Champions".


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"Questo risultato sportivo, due scudetti in tre anni, non è mai stato raggiunto nella storia del calcio italiano da nessuna squadra che non ci chiamasse Juventus, Inter o Milan, cioè al di fuori del triangolo delle squadre del Nord. Si tratterebbe dunque di un successo storico, l'ingresso definitivo nel Gotha del calcio italiano. Non sono gli uomini, i singoli eroi, a fare il successo sportivo, ma la programmazione e il lavoro di squadra. De Laurentiis aveva dunque ragione quando diceva di aver allestito una squadra competitiva, che avrebbe fatto divertire per anni il pubblico napoletano; nonostante tutte le chiacchiere, le polemiche, le mani messe davanti per non cadere".

"E' una realtà del calcio italiano ormai consolidata: ogni anno il Napoli lotta per importanti obiettivi, a partire dallo scudetto, partecipa alle coppe europee, talvolta incanta per il suo gioco o per i suoi calciatori. La professionalità, il rigore e la disciplina, l'attenzione ai conti, la testa sulle spalle, sono qualità essenziali al successo sportivo. E Napoli, che non in tutti i campi gode di queste stesse qualità, lo deve apprezzare". Ha concluso Polito.


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Gaetano BrunettiGaetano Brunetti
Giornalista pubblicista dal 2012, da sempre amante del giornalismo, in passato ha collaborato tra l'altro con Cronache di Napoli ed Il Roma. Si definisce un reporter libero, on the road.

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