"De Laurentiis voleva fermare la Serie A", il retroscena de Il Messaggero

La decisione di ridurre la capienza degli stadi a 5.000 spettatori ha trovato l'assenso di tutti. Ma il giorno prima (il 7 gennaio) il clima non era cosė disteso.
Davanti all'ipotesi che il governo fermasse il campionato, secondo quanto riporta l'edizione odierna del quotidiano Il Messaggero, un buon numero di club fra cui Milan, Inter e Juventus si sono presentati alla riunione dei club di A con uno spirito collaborativo. Un solo pensiero: fornire un segnale di apertura prima che fosse la politica a vietare l'accesso al pubblico negli impianti. Come? Ridurre la capienza a cinquemila spettatori nelle due giornate di campionato dei weekend 15/16 e 22/23 gennaio. Tutti d'accordo anche nel dire che dal 6 febbraio, quando riprenderà il campionato dopo la sosta del 29/30 gennaio, si tornerà alla normalità. Almeno quello è l'obiettivo perché tutto si valuterà in base ai contagi.
Il giorno prima l'ambiente tuttavia non era così sereno, anzi. Nell'assemblea andata in scena venerdì 7 gennaio, qualche voce fuori dal coro c'era stata. Vedi Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, che avrebbe fermato tutto e c'era chi nutriva sospetti sul fatto di voler recuperare i propri indisponibili. Ieri i 20 club hanno considerato tutti i rischi. Da qui la scelta di dare un segnale ben preciso (sono in tanti, però, a credere che il governo chieda lo stop per motivi politico-demagogici e non scientifici).








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