De Laurentiis furioso, ha chiamato Dal Pino: la richiesta del presidente

Aurelio De Laurentiis, cosė come rivela l'edizione odierna del quotidiano Il Mattino, nella giornata di ieri era una vera e propria furia.
Ancora una volta Juventus-Napoli è appesa a un sottile filo. Nelle mani della Asl. Perché da ieri tra gli azzurri c'è un focolaio con Spalletti e altri quattro componenti del gruppo-squadra (tra i calciatori solo Mario Rui e il baby portiere Boffelli) risultati positivi al giro di tamponi. Una stagione davvero indimenticabile, ai confini del grottesco e anzi oltre, verso l'infinito, con una corsa all'auto-eliminazione manco fossimo in Dieci piccoli indiani: vero, il terzino portoghese era squalificato, ma la sua positività crea adesso scompiglio nel gruppo-squadra perché ieri mattina era regolarmente ad allenarsi, nel centro tecnico di Castel Volturno. Ma paura anche per la positività del magazziniere tuttofare. Così come quella di Luciano Spalletti e di uno dei suoi inseparabili bracci operativi del suo staff. È un focolaio, quello che arde nello spogliatoio azzurro da ieri. Che divampa frettolosamente e pericolosamente. In tutto cinque sono i positivi dopo i tamponi di ieri, senza contare quelli che sono isolati a casa loro senza aver mai avuto contatti con gli altri compagni (Lozano, Osimhen e Malcuit). Elmas è atteso in giornata dalla Macedonia ma già troppe volte era annunciato il suo arrivo. In ogni caso, il Covid fa traballare pericolosamente Juventus-Napoli e tutta la serie A. De Laurentiis da ieri è una furia. Autentica. E come dargli torto. La situazione è fuori controllo sotto il fronte della pandemia: nel Paese e, ovviamente, nel calcio. Una escalation senza fine che rischia anche di falsare il campionato, perché in queste ore non bisogna essere grandi veggenti per immaginare nuovi positivi. Le Asl hanno le mani più legate rispetto a un anno e mezzo fa: dispongono l'isolamento dei contatti stretti. Ma più stretti di uno spogliatoio? Il Napoli ha comunicato la propria preoccupazione al dipartimento di Prevenzione della Asl Napoli 1. Lo stesso che fermò la partenza per Torino il 4 ottobre del 2020.
Stavolta, alla luce dei dati, De Laurentiis, come riporta Il Mattino, ieri pomeriggio ha chiamato Dal Pino e De Siervo. Se nella riunione di domenica la questione del rinvio della giornata di domani non era all'ordine del giorno, ora il Napoli chiede che venga affrontata: perché questa è una specie di gioco al massacro, dove i rischi di contagio sono altissimi e dove oggi - dopo il nuovo giro di tamponi - c'è la seria possibilità che ne spuntino di nuovo. Ma nessuna riunione a via Rossellini fino a ieri notte era prevista per decidere un eventuale slittamento (il calendario è meno intasato della passata stagione). Sarebbe, indubbiamente, meglio che fosse la Lega a prendere una decisione (come ha fatto la Legabasket, per esempio) senza scaricare la patata bollente alle autorità sanitarie locali (quella di Salerno è già intervenuta per la seconda volta). Ma la Lega non vuol sentir ragioni. Peraltro anche la norma del numero minimo della rosa (13) è decaduto. In queste ore il Napoli sta anche pensando di rinviare la partenza per Torino a domani mattina, proprio per ridurre al minimo il rischio di contagi e per conoscere prima la situazione dei contagi (previsto altro giro tamponi in mattinata).








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