De Bruyne: "Sono a Napoli per vincere. La differenza tra Conte e Guardiola. Se ho già parlato con Grealish? Forse..."
Il nuovo centrocampista del Napoli, Kevin De Bruyne, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni della edizione odierna del Corriere dello Sport.

Kevin De Bruyne è stato sicuramente il colpo dell'anno almeno per quello che concerne il mercato italiano. Il centrocampista del Napoli ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni del Corriere dello Sport soffermandosi, tra le altre cose, sulla sua nuova avventura in azzurro.
Napoli è una sfida, una scelta di vita o una tappa per vincere ancora? "Tutte e tre le cose insieme. Onestamente c'erano anche altre opzioni, ma dopo aver parlato con mia moglie e i miei figli ho pensato tra me e me che questa fosse la migliore. Ho valutato tutti i fattori, lavoro e vita, carriera e futuro. Tra l'altro è la squadra che ha vinto il campionato, una squadra incredibile, e avendola sfidata in Champions so cosa si prova: conosco i tifosi, la loro passione e il loro sostegno. Quindi Napoli mi ha trasmesso la sensazione più bella".
La Serie A le ha dato il benvenuto così: «The king is here». "Io non sono il re, sono solo un calciatore. Non faccio molto caso a certe cose, provo a svolgere il mio lavoro al meglio, ma ovviamente è bello essere apprezzato. Spero di poter continuare ad avere una bella carriera".
Inevitabile: prime differenze di metodo tra Conte e Guardiola. "Direi che sono due modi diversi di giocare: probabilmente Pep è un po' più attento al controllo della palla e al possesso, mentre Conte è un po' più strutturato nel gioco e punta molto sulla mentalità. Pep lavora più sulla zona. Cisono un paio di cose diverse, ma ogni allenatore ha i suoi principi e le sue caratteristiche".
Cosa le ha chiesto Conte in questa prima fase? "Per il momento non ci siamo concentrati molto sugli aspetti personali. Si lavora sulla squadra, ci dà istruzioni collettive, sulle posizioni di tutti. Probabilmente più avanti parleremo di cose più specifiche".
Lei ha vinto ventiquattro titoli in carriera: se dovesse scegliere il numero venticinque? "Probabilmente lo scudetto, sì, ma non mi chiedo mai cosa scegliere: prenderò qualsiasi cosa riuscirò a vincere. Non avendo mai giocato in Italia, però, il campionato sarebbe un bell'obiettivo. Sarebbe molto cool! Ma non è ancora iniziato e quindi... Vedremo".
Giochiamo: scudetto, Champions o Mondiale? "Tutte e tre, non c'è una decisione da prendere".
Facciamo sul serio. Serie A, Champions, Supercoppa Italiana e Coppa Italia: quali sono gli obiettivi di De Bruyne e del Napoli? "Proprio perché le competizioni sono tante, chiaramente è difficile dire che vinceremo tutto. Anzi, non posso mica dirlo. Devi cominciare a giocare, poi magari vinci una partita e un'altra ancora e vai avanti... Speriamo di arrivare più in alto possibile su tutti i fronti, ma dipende da tante situazioni: avversari, infortuni e altri fattori. Devi basare il finale della tua stagione su quello che accade durante".
Quali squadre lotteranno con voi per lo scudetto? "Beh, ci sono sempre Inter e Milan. La Juve. L'Atalanta sta lavorando bene e hanno buoni gruppi anche Roma e Lazio. Ci sono tante squadre veramente molto, molto forti".
Quale muscolo le fa più male dopo venti giorni di preparazione con Conte? "Ah, tutti! Qui è difficile ed è molto diverso rispetto a quello a cui ero abituato in Inghilterra, ma mi sento bene. Sto gestendo tutti gli allenamenti e sono molto felice di quello che stiamo facendo. Mi fa bene allenarmi in questo modo, è una buona cosa".
Si rende conto di quanto la gente sia ancora incredula di vederla in Italia. Con il Napoli. "Penso sia bello, ma credo anche di essere solo un calciatore come gli altri miei compagni. Certo, ho giocato un bel po' di partite e sono tra i più anziani con Di Lorenzo, Politano, Spina e Romelu, ma alla fine sono come tutti. Faccio il mio lavoro e cerco di fare del mio meglio. Stop".
Grealish le ha chiesto di Napoli? "Maybe... Forse".
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