CORRIERE - Liberi di insultare! Allo stadio si puņ tutto. Non basta il racconto sincero di Koulibaly

Il ricorso per la riduzione della squalifica di Koulibaly č stato respinto, durissime parole del Corriere dello Sport sulla vicenda.
L'edizione odierna del Corriere dello Sport commenta in modo molto negativo il ricorso respinto dalla Corte Federale della FIGC su Kalidou Koulibaly: "Liberi tutti, come s’usava da bambini: liberi di starsene in uno stadio, liberi di insultare, di andare a scuotere la sensibilità di un uomo, di vomitare addosso quel che pare a loro, le più vergognose espressioni. Liberi di calpestare, fino a prova contraria o anche sino a quando la pazienza non avrà superato il limite della sopportazione umana".
Il commento prosegue: "Fate come vi pare, siete autorizzati, perché resta ancora netta la separazione tra giurisprudenza e buon senso e quello tra stadio e società civile: là dentro, non ci sono freni, non ce ne saranno, bisognerà avere un cuore di pietra o anche un timer nel cervello che consenta di calcolare alla precisione la propria reazione istintiva. Mica si possono interrompere le partite per consentire che un calciatore, quell’uomo, sommerso di “buu” resti limpidamente sereno: dài ci vuole self-control, Koulibaly e non basta presentarsi emozionato e compito, a raccontare cosa sia l’inferno dentro perché è dura «spiegarlo alla mamma, ai propri figli»!"








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