CORRIERE - ADL farebbe anche l'allenatore se avesse il patentino

L'edizione odierna del Corriere dello Sport traccia un ritratto del presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis.
"De Laurentiis s’è messo al centro del villaggio e adesso anche il ds è di famiglia", è il titolo che si legge sulla edizione odierna del Corriere dello Sport. La figura del presidente è sempre più centrale. Ecco quanto si legge: "Il piano A, che sta per Aurelio, è decollato in epoca non sospetta, più o meno diciannove anni fa, ed è fedelmente rimasto eguale a se stesso, ruota intorno a una figura centrale – la sua – un visionario che si vuole un gran bene, e lascia che poi i satelliti gli girino intorno. Avesse il patentino di allenatore, De Laurentiis si accomoderebbe anche in panchina, per (ri)mettersi in gioco e dimostrare che in fin dei conti nessuno è indispensabile, tranne uno: che ci mette i soldi, anche le idee, una certa personalità che diventa urticante e comunque un decisionismo che non conosce limiti, né prudenza".
"Ora ha virato, ha deciso di dare una sterzata ancor più paternalistica alla propria azienda, 'un giocattolo della famiglia De Laurentiis, che non ha motivi per cedere, almeno finché non ci stancheremo'. Sarebbe una diaspora, se non ci fosse stato uno scudetto, e tutto quello che l’ha preceduto (le coppe, le qualificazioni Champions) a rappresentare il modello quasi perfetto del «Progetto». Ma De Laurentiis è impassibile, freddo, lucido, con un’autostima che s’avverte e risultati che l’esaltano, non è simpatico, non cerca il consenso, diventa litigioso, sferzante e poi conciliante, com’è successo con i tifosi".








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