Corbo: "Spalletti e la società, il prezzo dell'umiltà perduta"

Attenta analisi da parte di Antonio Corbo di quanto avvenuto in occasione della gara di campionato Napoli-Milan.
Brutto passo falso del Napoli contro il Milan. Antonio Corbo ha analizzato la sconfitta degli azzurri nel suo editoriale per Repubblica. Ecco uno stralcio del suo pezzo. "Come uno scroscio gelido sulla precoce festa di Napoli, il Milan rimette in discussione, se non il campionato, proprio il passaggio alla semifinale europea. Non basta l’assenza di Osimhen per spiegare lo sconcerto di un gruppo monopolista di vittorie e record. Lo sconcerto è negli sguardi attoniti di Spalletti, non prevedeva un Milan così virulento e fluente. Predica calma, che forse manca anche a lui, non trova neanche una soluzione per uscire dall’assedio. Non dà serenità neanche l’affannato arbitraggio di Antonio Rapuano, agente solerte della Municipale di Rimini, ma ancora acerbo per così forti tensioni".
"Protagonista è il giocatore che sembrava meno temibile. Lo spagnolo ventitreenne Ibrahim Diaz è un indefinito attaccante, non proprio un esterno, ma è proprio lui a far perdere le sue tracce mandando allo sbando Mario Rui, preferito all’infortunato Olivera. Mario Rui non fa neanche il supplente regista, non si collega con Kvaratskhelia che a sua volta non si sintonizza con Simeone. Ma i guai del Napoli sono anche altrove. Lobotka soffre per il controllo severissimo di Bennacer, è la prima falla a centrocampo, le altre segnalano Anguissa e Zielinski sviliti da Tonali e Krunic che fa i movimenti giusti per creare spazi a quel vortice di gioco azionato sul centro destra milanista da Ibrahim Diaz fino ad un insulto muscolare. Male anche la difesa, perché Politano si moltiplica all’inizio per fare da scudo ad uno smarrito Di Lorenzo. Leao che non segnava da 11 gare trova il suo Eldorado, non sbaglia un colpo, domina per puntualità, tecnica e forza".
Poi ancora: "Tra le prime verifiche occorre valutare i danni degli impegni con le varie nazionali, il Napoli ed il Milan si sono scambiati i valori. Mai così male la capolista, mai così bene la squadra di Pioli. I disagi all’estero hanno lasciato tracce sulla condizione di un Napoli che era già discusso per l’ostinata conferma dei titolari, Spalletti rifiutava le perplessità sugli esigui finali ad alcuni giocatori. Ha un mese per dimostrare che è stato autolesionistico il sovrabbondante impiego di alcuni, Osimhen primo fra questi. Alla vigilia della Champions (12 e 18 aprile le sfide) il Milan sembra un gigante. Sembra. Ma il calcio non finisce mai di stupire, basta ricominciare in umiltà. Progetti di festa e annunci avventati di conferme devono indurre anche la società a cautela e sobrietà".






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