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Corbo: "Nel Napoli ci sono 10 quesiti da analizzare. Koulibaly rischia di essere svenduto"


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Pubblicato nella sezione Rassegna stampa
Corbo: Nel Napoli ci sono 10 quesiti da analizzare. Koulibaly rischia di essere svenduto

Antonio Corbo, giornalista napoletano, ha individuato dieci quesiti che devono essere analizzati in vista del futuro del Napoli.


Il Napoli dopo la vittoria in Coppa Italia tornerà nel giocare in campionato di Serie A. Gli azzurri hanno la testa serena dopo il successo nel trofeo nazionale e possono guardare con fiducia al futuro. Antonio Corbo nel suo consueto editoriale per il Graffio, sul sito di Repubblica, ha individuato 10 questi da analizzare nel Napoli. "Almeno dieci quesiti. Non chiedono verità assolute, ma meritano di essere analizzati", riferisce il noto ed esperto giornalista napoletano.


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1) Il gioco. Gattuso predica palleggio, attenta copertura, reazioni veloci in verticale. Alla coppa arriva con tre partite giocate in difesa. Trionfo di intelligenza tattica all’italiana contro formazioni di superiore fisicità o tecnica. Fin da domani a Verona dovrà cambiare. Non basta contenere, occorre proporre. Si può pensare che la squadra rimanga stretta, coesa, anche con otto giocatori dietro la linea della palla, ma si piazzerà almeno trenta metri più avanti.


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2) Mertens e Insigne. Con i due scattisti forti sul breve, nel destino del Napoli c’è l’attacco veloce in spazi più larghi, con triangoli bassi e profondità.

3) Il Verona. Marca stretto, Di Carmine o Zaccagni su Demme, Faraoni a destra e Lazovic a sinistra in raddoppio sulle fasce. Interessante rivedere il Napoli contro Juric, allenatore scuola Gasperini che non dà respiro.

4) Il rimpianto. Visto il Verona sabato sera contro il Cagliari: ok Rahmani che si è promesso al Napoli, marca bene a destra e sa anche avanzare. Sembra un errore di mercato aver perso invece Amrabat, classica mezzala di una volta, un motore di centrocampo, potente nelle due fasi. Molto bene anche il centrale difensivo Kumbulla. Origine albanese, 20 anni, un gigante di tempismo e coraggio che il Napoli seguì prima di Juve e Inter per sostituire Koulibaly.

5) Il settore destro. Debole con Callejòn sfiorito nell’angoscia dell’addio. Con Politano struttura più leggera: copre gli ultimi 30 metri, non 60 come lo spagnolo. Difficile scelta per Gattuso tra i due. Facile per Lozano: cercargli una squadra estera che lo mandi in campo sempre.

6) Il settore sinistro. Serve un difensore, Mario Rui ha dato molto in assenza di Ghoulam, ha buona tecnica, rapido, propone, ma perde spesso la calma. Un acquisto troppe volte rinviato.

7) Milik. Soffre per l’involontario duello con Mertens. Non vuol rinnovare. Andrà via, e qualche buona offerta c’è. L’attaccante di ricambio somiglia nel fisico più a Milik che a Mertens, candidato per ora è il 22enne nigeriano biondo ossigenato Victor Osimhen, punta del Lille.

8) Il portiere. Ha preso rigori e Coppa Italia, ma va promosso anche per le lacune colmate. Uscita, personalità, urla. È il talento che non si può discutere. Occorre rivedere il giudizio anche sul suo istruttore Nista. Ottimo lavoro.

9) Koulibaly ha ritrovato la forma. La lunga sosta gli ha giovato ma anche depresso il suo mercato. Arrivano offerte magre. Vale la pena cederlo a meno di cento? Può rimanere se smette di chiedere 9 milioni l’anno, se si sente davvero legato alla città e se il marketing eleva i fatturati in un mercato magro dopo il Covid. Svenderlo è da folli.

10) Il primo contratto. Riguarda Gattuso. Si è rivelato l’uomo della svolta. Determinante il suo carattere. Che si riflette nell’impegno quotidiano e nella lealtà dei rapporti. C’è un solo modo per perderlo. Appesantire il contratto con una tonnellata di clausole. Troppo schietto il maestrino calabrese per non ripetere con i bravi allenatori equivoci, rincorse e fughe.


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