Corbo: "Ci voleva la rivoluzione per creare il gigante Napoli"

Il Napoli ha chiuso il 2022 con un altro successo, la squadra azzurra primeggia in testa alla classifica di Serie A con largo vantaggio.
Super Napoli in questo finale di 2022. Antonio Corbo su Repubblica ha commentato la grande prima parte di stagione degli azzurri. "Arrivederci all’anno prossimo, 4 gennaio a Milano, con l’Inter che tenterà di recuperare tempo e punti perduti. Farà comunque bene Spalletti a mettere da parte il film dell’ultima vittoria, dovrà tirarlo fuori, mostrarlo e parlar chiaro alla squadra come a se stesso. Il Napoli dei primi 78 minuti è la squadra che l’Italia e l’Europa hanno ammirato, nessuno può contestarne la fluidità del gioco, la bellezza non retorica della sua manovra, la versatilità nell’incrociare gli avversari e punirne le criticità, ma il finale di ieri chiede una riflessione. Evidente il calo di tensione, come si giustifica? È l’unico interrogativo che forse divide ancora questa squadra dallo scudetto, la realtà dal sogno, la logica dalla follia".
Poi ha aggiunto: "Il Napoli ha indovinato la scelta di Elmas, in attesa di Kvaratskhelia, in attesa che il fantasista georgiano si liberi del dolore alla schiena e degli esiti della misteriosa notte con i ladri. Elmas gioca in umiltà lasciando a Zielinski lo spazio che gli mancava con Insigne. Male l’Udinese, Andrea Sottil a 48 anni arriva in serie A, solo una carriera a mezz’aria ma dignitosa nel Centrosud. Vuol farsi notare. Ma lascia troppo spazio al Napoli più aggressivo, l’uno contro uno è impossibile se al centro c’è Jaka Bijol, biondino sloveno di 23 anni che rimane al pianterreno quando Osimhen vola al quinto per il primo gol, ne subisce il raddoppio, si fa trovare impreparato su un lampo di Elmas per il terzo. Non sanno far meglio il nigeriano Ehizibue con Elmas né il camerunense Ebosse con Lozano, attivissimo nel primo tempo. Ci volevano quel calo di tensione e l’errore inconsueto di Kim (ieri a disagio su Beto) per rimettere in gioco una incompleta Udinese. Ma niente cambia nel futuro del Napoli. Esce tra gli applausi dal 2022, favorito per lo scudetto, la rivoluzione estiva ne ha fatto un gigante".






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