Corbo: "Caro Sarri, il Napoli è pronto. Ospina mattatore, avrei fatto giocare Callejon titolare"

Il noto giornalista napoletano ha commentato quanto avvenuto ieri sera allo stadio San Paolo tra Napoli e Inter.
Il Napoli nella serata di ieri ha pareggiato per 1-1 contro l'Inter. Antonio Corbo nel suo editoriale "Il graffio" sul sito di Repubblica ha così commentato: "Per la Juve ancora ossidata dalla lunga pausa, c’è una squadra che sa soffrire, ribaltare una partita compromessa, battere una fiammeggiante Inter. È il Napoli infinito di ieri sera, sbandato e poi grande nel San Paolo deserto. Terribili i primi minuti, era prevedibile. Ma Gattuso li ha affrontati con una formazione ottimista. Più leggera, si sapeva anche questo. Ma slegata a centrocampo. Contro la superiore fisicità dell’Inter era ed è stato un azzardo. E Conte che aveva interrotto la stagione con tre sconfitte consecutive ed una frana in classifica, scivolando a 8 punti dalla Lazio e 9 dalla Juve, si è presentato carico come una batteria di fuochi d’artificio. Il gol di Eriksen ha dato fuoco a tutte le sue micce, troppo facile e banale il vantaggio, con quella palla che dopo 3 minuti si infila dal corner nel primo palo coperto male da Di Lorenzo e Ospina, due che avevano avuto da ridire l’uno con l’altro solo un attimo prima".
Corbo ha poi aggiunto commentando il secondo tempo degli azzurri: "È ben diversa la ripresa. La chiave tattica cambia. Il pressing dell’Inter è depotenziato ma è finalmente determinato, poderoso, compatto il Napoli. Ne deriva una partita tesa, con Gattuso che sistema meglio la fascia destra. Ritira Elmas per inserire Fabiàn Ruiz, quindi Politano per Callejòn, che forse doveva essere preferito fin dall’inizio per la sua capacità di coprire in profondità la linea verticale. Slega anche Milik per l’esausto Mertens ma è una variante tattica: tiene alta la squadra, in fasi di turbolenza che vedono ancora Ospina mattatore. Ci sta bene anche il combattente Allan per l’ormai stanco Zilinskli. Reagisce Conte con doppio cambio sulle corsie esterne: si accorge che l’Inter si era affievolita là dove aveva infastidito il Napoli, si affida a Biraghi e Moses. Poi Sanchez. Non si ferma qui, congeda anche Eriksen affrontato con dignità da Demme, Ma il Napoli prende quota, vince fatica e dolori fisici, si rivela degno di una finale che la Juve farà bene a temere".







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