Carraro: "Chiamai il designatore per non far favorire la Juve! Mi infuriai, volarono parole grosse"

Franco Carraro, ex presidente della FIGC, ha rilasciato una intervista ai microfoni del giornale Il Fatto Quotidiano.
Franco Carraro, ex presidente della FIGC, ai microfoni del Fatto Quotidiano, ha risposto alle accuse di Luciano Moggi su Calciopoli: "La situazione a un certo punto è peggiorata. Alla vigilia di una partita importante, Roma-Juve, sento che l’arbitro designato (Trefoloni, ndr) si è dato malato e mi preoccupo; anche perché al suo posto ne viene spedito uno non fra i migliori (Racalbuto, ndr). E a Bergamo dico: 'Almeno nei casi dubbi, mi raccomando: non si favorisca la Juve'. Quella volta mi infuriai. Non c’era il Var e la prassi, su un fallo al limite dell’area, era dare punizione: non protestava nessuno. In quell’occasione invece l’arbitro diede il rigore e io, che ero alla televisione, mi imbestialii: con Bergamo volarono parole grosse".
Inoltre aggiunge: "Le intercettazioni della Procura di Torino? Nel febbraio 2006 mi chiamò Marcello Maddalena chiedendo di incontrarmi: era a Roma, ci vedemmo all’antimafia. La Procura di Torino, mi disse, aveva fatto una lunga indagine in cui la Juventus era coinvolta: non era stato riscontrato nulla di penalmente rilevante, l’inchiesta era stata chiusa ma il materiale veniva dato alla Figc affinché valutasse se i comportamenti dei tesserati avessero o meno violato la lealtà e la correttezza sportiva. Ebbene, in rispetto al principio della separazione dei poteri io consegnai il giorno stesso la documentazione al procuratore Palazzi. Non era compito mio esaminarla".






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