Caiazza: "Gira una voce su Calzona. Nessuno avrebbe fatto fuori Cannavaro"
Salvatore Caiazza del Roma si è soffermato sul mancato arrivo di Fabio Cannavaro sulla panchina del Napoli: "Era l'ideale per gli azzurri".

Salvatore Caiazza, nel suo editoriale sul Roma di oggi, si è soffermato sul mancato arrivo di Fabio Cannavaro sulla panchina del Napoli: "Sarò anche campanilista. E pure nostalgico. Ma io Fabio Cannavaro sulla panchina del Napoli ce lo avrei visto bene. È stato un colpo al cuore lunedì sera vedere il campione del mondo della Loggetta avversario degli azzurri. Per un attimo avrei voluto pensare che ci fosse lui a guidare i partenopei. Non me ne voglia Ciccio Calzona ma Fabio è Fabio. Assieme a Paolo suo fratello, a Ciccio Troise e il prof Albarella avrebbero sicuramente fatto di tutto per dare una scossa ad una squadra che ha alzato bandiera bianca prima ancora di cominciare. Di Lorenzo e compagni hanno sofferto la sindrome dell’abbandono. Non hanno accettato l’addio di Spalletti. E si sono lasciati andare".
Inoltre, Caiazza, ha aggiunto: "Una sorta di eutanasia calcistica che ha portato a tutto ciò che abbiamo visto in trentacinque gare dicampionato, in otto di Champions e in una di Coppa Italia. Non dico dopo Garcia ma almeno per sostituire Mazzarri il presidente De Laurentiis avrebbe potuto affidare il Napoli a Cannavaro. Sicuramente con i se e con i ma non si va da nessuna parte ma il Fabione pallone d’oro avrebbe riscosso un bel po’ di successo a Castel Volturno. Nessuno della rosa si sarebbe mai permesso di contraddirlo o boicottarlo. L’ex difensore del Real avrebbe potuto imitare De Rossi che ha cambiato pelle alla Roma. Qualcuno si ricorda ancora del fallimento al Benevento. Ma cari ragazzi l’attuale tecnico giallorosso fece ancora peggio con la Spal. E quindi di che parliamo. Cannavaro è preparato".
"Ha uno staff solido alle spalle e spero tanto che possa salvare l’Udinese in modo tale da togliersi di dosso l’etichetta del perdente in Italia. Non so se De Laurentiis, dopo la partita dell’altra sera in Friuli, si sia pentito di non aver puntato sul tecnico napoletano. Molto probabilmente no. Conoscendolo è ancora convinto di aver fatto le scelte giuste. Ma i fatti dicono altro. Calzona non è stato in grado di gestire la situazione difficile dei partenopei. Si è fatto inghiottire anche lui da uno spogliatoio che non ha più feeling con lui. Forse non l’ha mai avuto. Ormai sputa fuoco in ogni conferenza post gara. Si dice che viva da separato in casa. Che la squadra non lo segue e che va per i fatti suoi. Non ci sono naturalmente conferme. Ma non ci potrebbero essere. Di certo nessuno si sarebbe mai permesso di far fuori Cannavaro. Nessuno". Ha concluso Caiazza.
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