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Acerbi, oggi la sentenza: 10 giornate o nulla. Ma si fa largo una terza ipotesi

Nella giornata di oggi è attesa la sentenza da parte del Giudice Sportivo per quanto riguarda le offese razziste di Acerbi verso Juan Jesus.


Alessandro SepeAlessandro SepeDirettore responsabile

26/03/2024 08:24 - Rassegna stampa
Acerbi, oggi la sentenza: 10 giornate o nulla. Ma si fa largo una terza ipotesi

Nella giornata di oggi dovrebbe arrivare il verdetto relativo alla squalifica di Francesco Acerbi per gli insulti rivolti a Juan Jesus. Ne parla l'edizione odierna del Corriere dello Sport. "Il giorno di Acerbi. Per mettere la parola “fine” (si spera) ad una vicenda che, comunque vada, lascerà dietro di sé qualcosa di insoluto. Oggi il Giudice Sportivo, Gerardo Mastrandrea, dopo aver ricevuto e studiato la documentazione arrivata dalla Procura federale, emetterà il verdetto circa la vicenda che ha riguardato il difensore dell’Inter e Juan Jesus".

Poi si legge: "Il paradosso è che, fra le due ipotesi possibili Codice alla mano, ovvero le 10 giornate minimo previste per casi del genere oppure nulla, si starebbe facendo largo una terza ipotesi, all’italiana. Perché nelle parole dette al procuratore Chinè durante l’audizione in videoconferenza, Acerbi avrebbe ammesso di aver detto solo «Ti faccio nero». E su questa base si starebbe formulando una possibile sanzione che lascia perplessi - e non solo - diverse realtà. Ovvero, che l’espressione rientri nel comportamento antisportivo, magari con l’aggravante, per arrivare dalle due giornate previste dal Codice di Giustizia Sportiva a tre, massimo quattro turni".


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"Insomma, l’accusa iniziale di comportamento discriminatorio verrebbe derubricata a «Condotta gravemente antisportiva» (articolo 39) che prevede, come sanzione minima, appunto due giornate. Possibile? Fosse punito come antisportivo un «ti faccio nero», visto quello che vola in campo, sarebbe un pericoloso precedente, che ricadrebbe anche sugli arbitri. Oggi sapremo la verità, il verdetto dovrebbe arrivare prima di pranzo".

"I precedenti in materia non mancano: Santini del Padova e Marconi del Pisa (nelle motivazioni della Corte Federale si legge: «Non è necessaria la certezza assoluta della commissione dell’illecito, né il superamento di ogni ragionevole dubbio, come nel processo penale, ma può ritenersi sufficiente un grado inferiore di certezza, ottenuta sulla base di indizi gravi, precisi e concordanti»). Oggi la palla passa a Mastrandrea: 10 giornate; nulla; la via di mezzo (da 2 a 4 giornate). Comunque vada, una brutta faccenda", riferisce il quotidiano.


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Alessandro SepeAlessandro Sepe
Direttore responsabile e co-fondatore di AreaNapoli.it, è giornalista pubblicista dal 2013. Laureato in letteratura e storia italiana, è da sempre appassionato di calcio e di giornalismo sportivo.

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