UEFA, aut aut all'Italia: Olimpico col pubblico o Roma perde l'Europeo
Euro 2020/1 nella Capitale o sarà "aperto" o non sarà. La posizione della UEFA è netta, fissata la data limite per assicurare la disponibilità.

Il presidente della Ceferin è stato chiaro: la UEFA chiede garanzie all'Italia per Euro 2021, e lo stesso vale per gli altri paesi ospitanti. Il discorso è semplice (si fa per dire): gli spalti degli stadi, Olimpico compreso, dovranno essere occupati almeno per il 20%, altrimenti la partecipazione alla competizione sarà a rischio. La federazione europea non sembra propensa ad ammorbidire la propria posizione e, in tal senso, chiede ai governi di impegnarsi formalmente. Con una data limite: la scadenza è fissata per il 7 aprirle.
In Italia - fa sapere il Corriere dello Sport - l’ottimismo c’è e si basa evidentemente su assicurazioni definitive da parte delle autorità. La partita politica però è veramente di dimensioni continentali. Entro il 7 aprile, andrà inviata alla UEFA una rassicurazione scritta sulla certezza di aprire i rispettivi stadi secondo la quota minima richiesta del 20-25% della capienza. Chiaro che l’impegnativa deve essere garantita dal singolo governo, visto che in ballo ci sono salute e mobilità dei cittadini. Il 19 aprile prossimo poi l’Esecutivo Uefa (al quale è candidato anche Gravina) ratificherà programma e sedi definitive, che saranno annunciate il giorno dopo nel Congresso. Per quel che si sa ad oggi, nessuna delle località previste dovrebbe rinunciare (si era parlato di Bilbao, Dublino, Glasgow). In quel caso, la UEFA, tra il 7 e il 19 aprile, avrebbe modo di riprogrammare il torneo.








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