"Pronto, Armando? Qui è Coverciano: mister Ventura ti ha convocato". La favola di Izzo

Qualche lacrima è venuta giù, e vivaddio, è il segno dell'emozione sincera, il concentrato della passione che prende forma. "Vai Armà, scassa tutto"
Avete presente quando vi siete organizzati per qualche giorno di rigenerante relax e mentre la porta si chiude dietro di voi arriva una telefonata di lavoro? La prima cosa che fate (non negate) è imprecare contro il destino avverso. Oggi, ad esempio, va di moda il tormentone social "mai-una-gioia". Una cosa simile, in queste ore, è accaduta ad un calciatore napoletano. Ma con esito ribaltato. Quando il cellulare è squillato ad Armando Izzo, infatti, la gioia si è trasformata in un salto di almeno un metro e mezzo come quando svetta in area per deviare un cross pericoloso degli avversari. E la porta dietro di lui che stava chiudendo per portare moglie e figlie in giro a godersi qualche giorno di tranquillità, è diventata quella della Nazionale. “Pronto, Armando? Qui è Coverciano: mister Ventura ti ha convocato, vieni subito”. In quell’istante il difensore partenopeo del Genoa ha ripercorso in un battito di ciglia tutto il suo percorso di vita, familiare e professionale. I tanti sacrifici, qualche dolore come tutti, il Napoli (sua squadra del cuore) che non ha creduto in lui, l'Avellino, il Grifone che l’ha lanciato nel calcio che conta, e quella convinzione che il destino è un libro da scrivere quando si crede nelle proprie capacità e si lavora duramente per raggiungere un sogno. Sì, un sogno, perché quella di Izzo è la novella a lieto fine di chi non si è mai arreso, la favola di un gruppo di lavoro (l’agente Paolo Palermo e l’avvocato Mario Fogliamanzillo) che lo ha coccolato e tenuto al riparo da tutto e che gli ha consentito di lavorare serenamente. “Scusami, tesoro, erano i nostri giorni di riposo”, ha detto Armando alla moglie baciando le loro bimbe. Qualche lacrima è venuta giù, e vivaddio, è il segno dell’emozione sincera, il concentrato della passione che prende forma. “Vai Armà, scassa tutto”, l’abbraccio e il bacio di Titta: “Fatti onore perché vali, fai onore alla tua famiglia che ti ama, e alla tua città”. Il calcio riesce ancora a regalare favole. Vai Armando, vai a prendere ciò che hai meritato!
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