Mondiali, TOP 11 dei gironi: nessun "napoletano" in lista, c'è un giocatore della Juventus

Opta ha stilato la migliore formazione dopo la prima fase dei Mondiali: non c'è spazio per nessun giocatore del Napoli.
Con la fase a gironi dei Mondiali 2026 ormai alle spalle e i sedicesimi di finale pronti a infiammarsi (si parte con la sfida tra Sudafrica e Canada), è tempo di bilanci. Il noto portale di statistiche Opta ha schierato i migliori undici della prima tranche del torneo attraverso un audace e super offensivo 4-2-4.
La Top 11 dei Mondiali 2026 dopo la fase a gironi secondo Opta
Tra le curiosità principali, spicca l'assenza di doppie nomination per le superpotenze tradizionali: l'unica Nazionale a vantare due rappresentanti è infatti la sorprendente Capo Verde, capace di chiudere imbattuta e al secondo posto il girone della Spagna. Ma a far rumore sono soprattutto le esclusioni eccellenti, in particolare in ottica Serie A.
Difesa: il muro di Capo Verde e la precisione spagnola
La retroguardia fotografa perfettamente le sorprese di questa prima parte di Mondiale, mescolando solidità inattesa e millennial di lusso, ma senza lasciare spazio ai colori azzurri del Napoli, vista l'esclusione di Mathias Olivera a causa delle prestazioni non esaltanti di tutto l'Uruguay.
Tra i pali si accomoda Vozinha. Il numero uno capoverdiano ha blindato la porta in due occasioni su tre, sfoderando una prestazione monumentale nello 0-0 contro le furie rosse spagnole.
Come centrali, coppia assortita: la rivelazione Diney Borges (sempre per Capo Verde), dominante nei duelli aerei e nei contrasti (68% di successo), e il gioiello spagnolo Pau Cubarsì, praticamente perfetto in fase di impostazione (solo 5 passaggi falliti su quasi 300) e fondamentale per la porta inviolata della Spagna.
A destra domina il ghanese Marvin Senaya, uscito vincitore dal duello rusticano sulla fascia contro l'inglese Gordon. A sinistra spazio alla spinta del giapponese Keito Nakamura, esterno dal vizio del gol (subito a segno con l'Olanda) e sempre pericoloso in zona tiro.
Centrocampo: lo juventino McKennie rappresenta l'Italia, delusione McTominay e De Bruyne
La diga mediana a due elementi unisce dinamismo e capacità di verticalizzazione. Qui le scelte di Opta tracciano una linea netta tra chi ha brillato e chi, tra le grandi stelle, è rimasto a bocca asciutta.
Weston McKennie (USA): C'è il centrocampista della Juventus a tenere alta la bandiera della Serie A. Pilastro insostituibile degli Stati Uniti con 266 minuti accumulati, si è distinto come uno dei centrocampisti più creativi dell'intero torneo, battendo la concorrenza dei colleghi del campionato italiano.
Pedro Vite (Ecuador): Accanto allo statunitense c'è il mediano ecuadoriano, una macchina da guerra capace di abbinare ben 29 palloni recuperati a 8 occasioni nitide create su azione.
Resta a guardare il blocco partenopeo: nessun posto per lo scozzese Scott McTominay, così come vengono tagliati fuori nomi altisonanti del calcio internazionale come Kevin De Bruyne, che non è riuscito a prendere in mano il Belgio.
Attacco atomico: quattro re del gol (e quanti bocciati)
Il reparto offensivo è un concentrato di pura potenza e classe, composto da giocatori capaci di spaccare le partite in qualsiasi momento. Non c'è spazio per Romelu Lukaku o l'olandese Noa Lang, entrambi fuori dai radar dei migliori undici.
Lionel Messi (Argentina): Impossibile non inserire la Pulce, a segno in tutte le gare del girone (anche partendo dalla panchina nell'ultimo match) e arrivato a sette partite consecutive in gol nella storia dei Mondiali.
Vinicius Junior (Brasile): Letteralmente devastante sulla fascia sinistra. Con 4 reti in tre partite, l'asso del Real Madrid entra nell'élite del calcio brasiliano, diventando il quinto verdeoro di sempre a fare centro in ogni match del girone.
Kylian Mbappé (Francia) e Erling Haaland (Norvegia): La coppia centrale è da fantacalcio. Il francese ha timbrato il cartellino 4 volte (con le doppiette a Iraq e Senegal) regalando anche due assist; il cyborg norvegese ha risposto con lo stesso bottino di reti (4), ma giocando addirittura una partita in meno.






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