Mattioli: "Pallotta? Non me lo nominate nemmeno, mascalzone e affarista"
Maurizio Mattioli, noto attore romano, ha rilasciato alcune dichiarazioni a New Sound Level ed ha parlato della morte di Monica Vitti e della sua Roma.

Maurizio Mattioli, noto attore, è stato intervistato nel corso della trasmissione radiofonica “Il Diabolico e il Divino”, in onda su New Sound Level 90 FM. "La scomparsa di Monica Vitti? Una notizia molto triste. La ricordo quando io facevo le mie prime cose con Marco Vicario in “Scusa se è poco”, c’erano Monica e Abatantuono, Ricky Tognazzi faceva l’aiuto regista. È stata un mostro sacro, ha fatto la storia della nostra commedia italiana. Erano altri tempi - sottolinea Mattioli - c’erano autori strepitosi, tanta qualità nello scrivere. In questo contesto lei era un talento particolare, aveva dato prova di sé già con Antognoni, un’attrice assolutamente completa, comica, drammatica, oltre ad essere bella e affascinante. Come non citare “Amore ti prego aiutami”, dove si prendono a botte con Sordi. Parlando della storia del nostro cinema lei è stata quello che sono stati Gassman, Tognazzi e Manfredi ma in veste femminile. I paragoni con Anna Magnani sono sempre antipatici e personali, erano molto diverse ma altrettanto grandi: Anna Magnani è stata la prima, Monica seguì e negli anni 70/80 fu la regina assoluta.
Poi ha aggiunto: "Nella nuova generazione ci sono due attrici in particolare che me la ricordano, e sono Paola Cortellesi e Anna Foglietta, le avvicino come statura tecnica alla Vitti. Dispiace perché è un po’ sparita dai riflettori negli ultimi periodi a causa della malattia e non si avevano più sue notizie".
Sulla Roma, Mattioli ha spiegato: "Non vedo la Roma di oggi attrezzata per competere con le altre grandi. I Friedkin non mi sembrano dei grossi intenditori ma sembrano appassionati, anche se non penso che abbiano i mezzi per alzare il livello. È dal 2001 che aspetto che la Roma si possa ripetere, rimpiango ancora i Viola e i Sensi, presidenti che si mettevano le mani in tasca. Sensi si è venduto gli isolati interi, manco i palazzi, per il bene della Roma. Vorrei un presidente che soffre, che è tifoso, che si sgola, che va in curva. È un calcio che non mi piace più, non mi appartiene".
Inoltre una bordata all'ex presidente della Roma: "Pallotta? Non lo voglio manco sentire nominare, un mascalzone, un affarista, un business man, appena gli hanno levato lo stadio è andato via".
Quindi ha concluso: "Alla Roma di oggi manca qualità e personalità, non ci nascondiamo, basta vedere la partita con la Juventus o anche con l’Empoli, dove vai avanti 4-0 giocando una partita bellissima e poi nel secondo tempo ti rovinano, e per fortuna ne fanno solo due. La Roma di oggi non sembra in grado di andare a vincere, dominare, andare a prendersi una partita, manca la qualità".
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