Jorginho, dalla Sambonifacese al tetto d'Europa. Guadagnava 1300 euro al mese

Umiltà e forza di volontà sono la chiave del suo successo. A piccoli passi, è diventato il leader del centrocampo dell'Italia di Mancini.
Un ragazzo partito dalle serie minori del calcio italiano, all’ombra di tutti e senza chiedere nulla in cambio, si sta prendendo la scena nei palcoscenici più importanti d’Europa. Jorginho è, ormai, maturo, è un leader carismatico, tant’è che il suo compagno di squadra, al Chelsea, Azpilicueta, nella conferenza stampa della vigilia di Italia-Spagna comunica che “per fermare la Nazionale di Mancini, dobbiamo limitare i suoi movimenti”. Tutto questo, fa intendere quanto l’italo-brasiliano sia diventato una pedina fondamentale, del centrocampo azzurro. In effetti, sul terreno di gioco sembra un direttore d’orchestra, comunica tutti i movimenti dei compagni: un allenatore in campo.
“Che strana la vita – afferma Paolo Ziliani, in un suo tweet – dieci anni fa, accanto al suo nome nella rosa della Sambonifacese (Lega Pro, Seconda Divisione), c’era ancora la bandiera del Brasile. Lo allenava Valigi, talentuosa riserva di Falcao nella Roma scudetto di Liedholm. Lui, Jorginho, aveva 18 anni". Quando militava nella squadra veneta Guadagna poco, 1300 euro al mese. Il suo sogno? Era un’auto, ma non una di quelle super veloci, una utilitaria per andare a giocare a Verona. Qual è stata la chiave del successo di Jorginho? L’umiltà, ed è proprio per questo che merita di puntare sempre più in alto. Magari, a un premio prestigioso, come il pallone d’oro.






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