Disastro Italia, Criscitiello: "L'unico che può fare la rivoluzione. Ma mi prendevano in giro"

Negli studi di Sportitalia il giornalista sportivo Michele Criscitiello ha invocato un cambiamento epocale per il calcio italiano.
Dopo la sconfitta dell'Italia contro la Bosnia, è partito il processo mediatico contro gli azzurri che hanno fallito per la terza volta consecutiva la qualificazione ad un Mondiale. Tra i più scatenati nelle polemiche post Zenica c'è sicuramente Michele Criscitiello che non è mai stato tenero negli ultimi anni.
Il durissimo sfogo di Criscitiello dopo Bosnia-Italia
Negli studi di Sportitalia, il direttore dell'emittente televisiva ha usato termini molto duri: "In Italia si vive di calcio e un governo che vive e lavora per l'Italia deve intervenire: doveva farlo prima e non l'ha fatto. La Meloni deve parlare, è un problema importantissimo: La Russa non può non parlare. Il calcio è morto: oggi la Meloni deve alzare il telefono e se Gravina non si dimette deve alzare il telefono e dirgli "tu hai chiuso". Non serve prendere un commissario, non lo vogliamo".
"L’Italia non ha bisogno dei giornalisti che oggi vi parleranno e vi racconteranno che forse c’era un fallo o un’espulsione. Tutto vero ma non ce ne frega niente. Non è quello che sancisce la morte del calcio italiano. Il calcio italiano è morto da dieci anni. Si è fermato nel 2006. Non c’è stata un’evoluzione. Con i settori giovanili hanno ammazzato i campionati di Serie D, di Serie C, di Serie B e di Serie A. Lo squallore totale non è quello di stasera, non è neanche la punta dell’iceberg" ha aggiunto Criscitiello.
Criscitiello invoca un nome per salvare l'Italia
Poi il giornalista campano non ha cambiato idea su chi può salvare il calcio italiano: "Non abbiamo neanche toccato il fondo. Il fondo lo avevano toccato quando ci hanno preso il c**o per aver parlato di Adriano Galliani come nuovo presidente della FIGC a 81 anni. Per me è l'unico pronto a fare la rivoluzione".






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