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Beccantini punge Insigne: "Nessuno glielo ha proibito! E' irresistibile solo sotto casa"


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Pubblicato nella sezione Nazionale
Beccantini punge Insigne: Nessuno glielo ha proibito! E' irresistibile solo sotto casa

Il noto giornalista Roberto Beccantini ha detto la sua sulla Nazionale Italiana nel consueto editoriale per Eurosport Italia.


Il noto giornalista Roberto Beccantini ha detto la sua sulla Nazionale Italiana nel consueto editoriale per Eurosport Italia. "Dopo il disastro del Bernabeu, l'importante è non abbandonarsi a un altro tipo di "suicidio": morale, di gruppo. Domani si torna in campo con Israele, e non sarà una passeggiata. Avevo dato favorita la Spagna. Favorita, non padrona. L'invito a "giocare liberi" è stato preso fin troppo alla lettera, dal disegno di Ventura ai riflessi di Buffon. uando vince il talento, tutti in piedi. E dal momento che ha vinto - il talento di Isco, di Asensio, di Iniesta - amen. E così la Spagna è quasi ai Mondiali e noi quasi ai play off. Inutile girarci attorno: la botta è stata tremenda. Il messaggio riguarda il rapporto tra qualità e quantità. Non è il numero di attaccanti a determinare le partite d'attacco: avremmo stravinto. E' la personalità con cui si attacca. Lopetegui aveva rinunciato persino a Morata. Eppure ha dominato. La "speranza" è che sia tutta colpa di Ventura, e della sua presunzione, e in parte lo è: al netto delle attenuanti generiche che gli si possono concedere (il trasloco generazionale in atto, un tasso tecnico non trascendentale, la forza degli avversari), sfoderare il 4-2-4 proprio al Bernabeu significa giocarsela, sì, ma alla roulette russa. Dicono che sia stato l'infortunio di Chiellini a suggerirgli l'avanti Savoia. Conte, a Parigi, li aveva fregati con il 3-5-2, modulo che non gode di buona stampa. Scritto del tecnico, rimane una domanda: avrebbero potuto, i giocatori, smorzare comunque gli effetti dell'urto? Penso di sì. Non mi risulta che a Insigne, che nel Napoli è un gigante, fosse stato proibito di dribblare Carvajal. O a Verratti, pur accerchiato, di azzeccare un lancio, un triangolo. O alla coppia Bonucci-Barzagli di governare meglio il via-vai di mezze punte. Nessun dubbio che sia stata una lezione (al di là della normalità spagnola) e, nello stesso tempo, nessun dubbio che il nostro calcio ne esca mortificato. I confini, un po' gravi e un po' grevi, vanno dalla tendenza a sopravvalutarci al paradosso che, nella Juventus, Cristiano Ronaldo farebbe la riserva di Higuain (?). E allora, ripeto, non resta che augurarsi che l'assassino (tra virgolette) sia solo il ct. Credo che oggi noi non si abbia un Isco: un elemento, cioè, capace di scolpire la differenza a questi livelli. I nostri Isco, da Insigne a pochi altri, sono irresistibili sotto casa: è già qualcosa, ma non basta. Se aiuta ad allontanare i sensi di colpa (o di accusa), si scriva pure che il 4-3-3 di Sarri arriva da molto lontano, mentre il 4-2-4 di Ventura da troppo vicino. La Spagna è più forte, anche se non immaginavo così tanto: 3-0 la Nazionale, 3-0 la Under. Il rischio, adesso, è di buttare via tutto e tutti, come spesso ci capita nei passaggi dall'euforia delle vigilie alle macerie dei risultati. L'equilibrio viene confuso con la mediocrità. E l'arroganza, con il coraggio. Come a Cardiff, la sera di Real-Juventus, è stato il centrocampo la chiave. Dopo Allegri, ci è cascato Ventura".


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