Adani: "Addio Mancini-Italia: ecco tutta la verità. Spalletti non farà prigionieri"

L'opinionista RAI pungola l'ex Commissario Tecnico dimissionario ed elogia il nuovo selezionatore degli Azzurri.
Daniele Adani, opinionista RAI, ai microfoni de La Domenica Sportiva ha commentato l'addio di Roberto Mancini in Nazionale ed il passaggio di testimone a Luciano Spalletti: "Da parte di Mancini - ha detto l'ex difensore - la tempistica delle dimissioni è stata sbagliata, come anche la modalità di comunicazione. Prima degli attacchi avuti dalla stampa, se ricordate, si era congedato con un post Instagram di otto righe e dichiarando amore a tutti, ma non era così", ha osservato Adani.
"La verità - ha aggiunto - è che Mancini era insoddisfatto del rapporto con Gravina. Ha detto che Gravina lo chiamava 'coordinatore' ma poi gli imponeva i suoi uomini. Questa cosa c'era d aun po' di tempo, quindi o la storia finisce dopo il Mondiale o fai comunicazione in modo corretto".
"Il CT dell'Italia è l'allenatore degli italiani, quindi deve comunicare i passaggi di tutti i momenti, sennò ti porti dietro una frustrazione che esplode. Non c'era più il rapporto giusto e Mancini lo sapeva, dunque doveva accompagnare la cosa e metterci al corrente, non metterci davanti al fatto compiuto ora che ci si gioca la vita... Chi convocherà, invece, Luciano Spalletti? Beh, Spalletti non fa prigionieri: con lui gioca chi merita, quindi chiamerà chi se lo sarà guadagnato"






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