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Zola: "Se tornassi a giocare sceglierei una sola squadra italiana"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Zola: Se tornassi a giocare sceglierei una sola squadra italiana

"Il Napoli quest'anno puņ vincere ma il campionato spezzato dal Mondiale nasconde molte incognite che nessuno conosce", le parole di Zola.


Gianfranco Zola, ex attaccante di Napoli, Parma, Chelsea e Cagliari, ha rilasciato alcune dichiarazioni al Corriere della Sera: "Tre italiane su quattro sono agli ottavi di finale di Champions League. Visti i gironi non era così scontato. Hanno meritato gli ottavi sia il Napoli che il Milan e l’Inter. Dispiace per la Juventus, ma in questo momento era prevedibile. La stagione non è cominciata benissimo, le tensioni esterne comunque sono state tante. Hanno tantissimi giocatori infortunati e questa è un’attenuante. Contro il Psg c’erano molti ragazzi in campo. Questa è una cosa che mi fa piacere. Direi, finalmente. In Italia bisognerebbe avere più coraggio in tal senso, i ragazzi — quelli bravi evidentemente — devono giocare. L’esperienza in Inghilterra mi dice che le squadre vincenti sono state e sono quelle dove c’è il giusto mix tra giovani e calciatori più esperti. In Italia questa mentalità ancora non c’è. Nella maggior parte dei casi si ricorre ai ragazzi per necessità, quasi mai per scelta. Il Napoli e il Milan sono in controtendenza".


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Sui giovani: "In Italia non se ne 'producono' più per un  problema di cultura, direi. Le strutture c’entrano veramente poco. Noi ragazzi degli anni Ottanta venivamo dalle partite in strada, al più dai campetti dell’oratorio. Oggi ci sono scuole calcio attrezzate, le Academy che forse non sortiscono lo stesso effetto sulla formazione. È un peccato, eravamo la migliore fucina, le cose sono cambiate. Poi non stupiamoci se i giovani più bravi vanno via".


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Barella e Raspadori hanno scelto di restare in Italia: "E hanno fatto bene. Vorrei vederne altri di ragazzi interessanti come loro. Barella è sicuramente uno dei più forti nel suo ruolo. Ha avuto difficoltà nel passaggio dal Cagliari all’Inter, grazie a queste è cresciuto ulteriormente. Raspadori ha fatto bene e ha ancora molti margini di miglioramento, è un ragazzo promettente. Senza dimenticare il talento di Zaniolo, che a me piace tantissimo".

Se i suoi 30 anni tornassero oggi, sceglierebbe una squadra italiana dove giocare? "La mia risposta è scontata: sceglierei sicuramente il Napoli. Per ragioni di cuore ma in questo momento anche per il gioco che esprime oggi la squadra di Spalletti. Veramente interessante. Direi europeo. In questo momento il Napoli è primo in classifica, dunque sì. Ma il campionato spezzato dal Mondiale nasconde incognite che nessuno conosce. Un po’ come essere all’anno zero: conta il numero dei giocatori che ogni squadra manda in Qatar, conta il periodo di permanenza degli stessi calciatori, e questo si saprà soltanto a competizione in corso. Difficile fare previsioni, ci sono variabili che non si possono calcolare. Oltre al Napoli c’è il Milan che continua a far bene come l’anno scorso e ha giocatori di livello, oltre a un allenatore come Pioli che è in totale sintonia con il gruppo. E in campo si sente, si vede".


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Francesco Manno
Giornalista pubblicista dal 2006, è laureato in scienze della comunicazione. Ha vinto l'Oscar Campano per la sua professionalità. Ha inoltre condotto e diretto diversi programmi radio e TV.
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