Ziliani: "L'uomo che un giorno a Novantesimo osò parlare di Camorra e venne gambizzato"
Ziliani sul suo profilo X ha dedicato ampio spazio alla figura leggendaria di un grande giornalista sportivo napoletano scomparso: Luigi Necco.

Paolo Ziliani, giornalista del Fatto Quotidiano, attraverso il suo profilo X, dedica ampio spazio alla figura di un grande giornalista partenopeo scomparso, Luigi Necco definendolo: "L'uomo che sussurrava al Pibe de Oro, che dissotterrò l'ascia di guerra contro i mezzibusti nordisti e che un giorno a Novantesimo osò parlare di Camorra e venne gambizzato".
"Se c'è stato un grande tra i grandi nel teatrino folle del programma di Paolo Valenti questi è stato Necco: sempre attorniato da un nugolo di tifosi vocianti per il (finto) dispetto di Valenti, cavalcò l'epopea maradoniana da autentico fuoriclasse televisivo con astuzia, ironia e leggerezza. Il suo grido di battaglia che mandava in bestia i colleghi milanesi dello sport fu "Milano chiama, Napoli risponde" con saluto a mano aperta e dita sguainate a indicare i gol segnati dal Napoli".
"(...) ecco era quello che alla chiamata in video dell’anfitrione Paolo Valenti rispondeva presentandosi attorniato da un nugolo di tifosi, in gran parte bambini, che a fine collegamento, al momento dei saluti, lo assalivano e letteralmente lo travolgevano gridando “Forza Napoli” in un mucchio selvaggio infernale rendendogli impossibile congedarsi con la compostezza e l’aplomb che contraddistingueva tutti gli altri mezzibusti storici, da Bubba a Barletti, da Gard a Castellotti".
"Necco, sciarpa rossa al collo, era quello che ai tempi belli di Maradona diede fuoco alle polveri dell’eterna sfida Nord-Sud cavalcando vittorie e trionfi del Napoli con l’arma della provocazione brandita all’indirizzo dei mezzibusti nordisti, in particolare quelli di Milano, Vasino e Vitanza, Lucchini e Zuccalà, sussiegosi e suscettibili, che visibilmente accusavano il colpo. Il suo grido di battaglia divenne “Milano chiama, Napoli risponde”; e quando il Napoli vinceva segnando 3 o magari 4 gol, il suo saluto ai colleghi milanesi veniva dato a mano aperta con l’indicazione del 3 o del 4 fatta con le dita sguainate. E poiché era di gran lunga, senza discussione, il mezzobusto più simpatico del bigoncio, Necco era quello che trafiggeva e entrava nel cuore di tutti, a cominciare da Maradona (...)". Ha concluso Ziliani.
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