Zerbin: "Napoli: mai chiesto di andare via. Da Spalletti una lezione di 20 minuti dopo l'allenamento"

Alessio Zerbin, ex calciatore del Napoli, ha toccato diversi argomenti nel corso del suo intervento ai microfoni di Radio Goal, su Kiss Kiss.
Il calciatore del Napoli, Alessio Zerbin, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Radio Goal, programma in onda sulla emittente Kiss Kiss: "In estate non ero sicuro nemmeno di restare a Napoli e c'è quello è stato un bel traguardo. Non ci aspettavamo questa classifica, ma eravamo consapevoli di disputare una ottima stagione. Abbiamo dimostrato di essere una realtà importante non solo in Italia, ma anche in Champions League. Non sarà facile continuare così, ma speriamo di arrivare più lontano possibile".
"Non giocare non è mai facile, ma quando sei in un gruppo così forte anche pochi minuti sono importanti. Tutti coloro che subentrano, riescono a dare il massimo delle loro potenzialità. Non ho mai pensato di andare via, non ho mai chiesto di essere ceduto perché mi sento parte del progetto, vogliamo conquistare qualcosa di importante. Cercheremo di raggiungere questo sogno, sono contentissimo di stare qui. Siamo una famiglia, un bel gruppo, c'è grande armonia tra di noi", ha aggiunto Alessio Zerbin nel corso del suo intervento.
Sull'Empoli: "Hanno vinto a San Siro con l'Inter, non sarà semplice. I toscani sono bene organizzati. Le insidie sono dietro l'angolo, basta un passo falso per ribaltare tutto. Il mister ha ragione quando predica calma".
Su Napoli: "C'è un calore incredibile. Il Maradona è sempre pieno, i tifosi girano per tutta Europa per vederci. Ne siamo orgogliosi e cercheremo di renderli felici".
Sul basket: "Mi piace molto questo sport. Amo soprattutto l'NBA, a volte sto sveglio anche la notte pur di vedere qualche partita".
Su Spalletti: "Finito l'allenamento, mi ha tenuto 20 minuti più del previsto perché vuole che migliori tecnicamente. Il mister è un maestro, vuole che cresca".
Sul numero di maglia: "Non ho scelto il 23 per un motivo in particolare, non è un numero che mi ricorda un fatto importante. La verità è un'altra. Negli anni ho sempre indossato la numero 24, ma non me la sentivo di indossare il numero che è stato di Insigne. Spero di arrivare un giorno a fare ciò che ha fatto Insigne, impressionante".
Sulla Nazionale: "Quello resta un sogno, non ci penso ancora. Devo fare ancora tanta strada per farne parte integrante".






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