Zerbin: "Giuntoli mi ha chiamato. Insigne mi prese a pallonate nelle pozzanghere. Mertens..."

"Non hanno senso paragoni con Insigne". In prestito dal Napoli, il talento del Frosinone si è raccontato, rivelando anche di uno scherzo 'subito' in ritiro con gli azzurri.
Alessio Zerbin è tra i migliori giocatori dell'attuale Serie B. In prestito dal Napoli, il talento del Frosinone si è raccontato a Cronache di Spogliatoio: "[...] Dopo il Suno mi ha preso il Gozzano. Nel 2016, a 17 anni, mi schierano dal 1′ l’ultima partita contro il Ligorna: tripletta. La stagione successiva segno 5 gol in 17 partite e poi firmo con il Napoli a gennaio, dopo aver sfidato Messias con il Chieri. Una sliding doors inaspettata. C’era stato qualche discorso con la Juve, ma la proposta degli azzurri era la più concreta. Youth League col Napoli? Quattro gol in 6 partite nel 2017-18, uno di questi al Manchester City. All’andata Brahim Diaz ci ha fatto una doppietta. Doveva esserci anche Foden. Ripartire dalla Serie D è stata la cosa migliore mai fatta. Molti hanno pensato al fallimento, in realtà mi ha cambiato la vita. Tutto è partito da lì".
Sul Napoli e il futuro: "Giuntoli mi ha chiamato per farmi i complimenti dopo il gol segnato al Pisa. So che ci tiene, me l’ha dimostrato anche nei due ritiri con Ancelotti e Gattuso. So che sono in prestito, che a fine anno discuterò il mio futuro".
Nel ritiro precampionato con i partenopei, non è mancata qualche burla: "Un giorno, dopo una partitella persa, mi hanno fatto buttare in una pozzanghera per punizione. Insigne mi ha preso a pallonate".
Sui paragoni col capitano azzurro: "Forte forte lui, ma i paragoni tra noi non hanno senso. Sono del Napoli e gioco nel suo ruolo, ma Insigne è Insigne. Semplicemente la storia del Napoli"
Su Dries Mertens, invece: "A fine allenamento mi dava consigli su come calciare. ‘Prendi il pallone così, mettila in questo modo. Mi è servito molto".
La crescita esponenziale è merito di Grosso, allenatore del Frosinone, ma non solo: "Se penso all’Alessio Zerbin di un mese fa e a quello di oggi, non c’è paragone. Sono tranquillo e coccolato, mi vogliono tutti bene. Gatti avrà un gran futuro. L’anno scorso mi marcava in Serie C, il prossimo anno giocherà nella Juve. Si merita tutto".
Guai, però, a chiamarlo giovane: "Io ho 23 anni e non mi reputo tale. I giovani, per me, sono i 2002 e i 2003. In Italia c’è una politica diversa, ma sono sincero e autocritico: 5 anni fa non meritavo di giocare in Serie B o in Serie A, ora posso sognare con cognizione di causa. Vorrei giocare ad alti livelli", ha ammesso Alessio Zerbin.






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