Zeman, il figlio: "A Napoli trovò due presidenti, situazione ingarbugliata. Simpatizzo per loro"
Il figlio di Zdenek Zeman, Karel, ha parlato dell'esperienza del papà sulla panchina della squadra partenopea nella stagione 2000-2001.

Ai microfoni di Stile TV nel corso della trasmissione “Salite sulla giostra”, è intervenuto l'allenatore Karel Zeman, figlio del grande Zdenek, che in passato si è seduto - fra le altre - sulle panchine di squadre come Foggia, Roma, Lazio, Napoli e Salernitana.
Zeman al Napoli, situazione ingarbugliata
"Sto bene fisicamente, ma non benissimo mentalmente perché quando non si lavora non si è a proprio agio. Ho sempre seguito mio padre e visto il calcio non da semplice tifoso, ma da addetto ai lavori anche quando non lo ero ufficialmente. Poi appena ho potuto ho fatto i corsi e a 30 anni allenavo in Serie D, purtroppo da allora non ho fatto grossi passi avanti. Esperienza in azzurro di papà? Napoli era una situazione ingarbugliata, con 2 presidenti che non andavano d’accordo tra loro e quando non c’è chiarezza di conseguenza il resto va un po' a rotoli. Una parte voleva fare un certo mercato, l’altra invece tutto l’opposto, una parte aveva stima dell’allenatore e l’altra no quindi c’era un po' di confusione".
Perché si parla in termini entusiastici del calcio di Guardiola e non di quello di Zeman?
"Già nel ’79 giocava in quel modo, diciamo che fino a quando ci sono state le famose dichiarazioni che possiamo riassumere anti-Juve che però in realtà erano anti-doping era ben visto un po' da tutti, piaceva il suo calcio. Alla Roma ha voluto essere un po' troppo sincero e il mondo si è diviso tra pro Zeman e anti Zeman e poi si è dovuto accontentare di panchine non alla sua altezza perché non tanti volevano rischiare assumendolo. E’ vero che se mio padre avesse fatto come Ancelotti avrei avuto un’altra carriera, ma è anche un po' colpa mia perché non avrei mai accettato di essere il secondo, neanche di chi per me è il più grande di tutti. A me piace decidere, allenare con la mia testa, anche se provo a seguirlo perché mio padre è la mia più grande fonte di ispirazione. Però voglio decidere da solo, anche se questo significa aver fatto 3 campionati di C, 10 di D e qualcuno anche di eccellenza. A Nola mi sono trovato bene, in 2 anni ho vinto quasi sempre, ma avevamo un presidente che dopo aver fatto 15 vittorie, se ne pareggi o ne perdi una, ti vuole cancellare dalla faccia della terra e questo è successo a me".
"Simpatizzo per il Napoli"
"Ho una simpatia per le squadre che mio padre ha allenato e quindi tra Inter, Milan e Napoli, ha allenato soltanto il Napoli! Ma, vedo una Inter troppo superiore per organico e anche se tutti stanno rendendo al minimo delle loro potenzialità, c’è tanta differenza e anche i punti sono a loro vantaggio. Senza convincere, ma vincerà lo scudetto. Erede di papà? Italiano era l’allenatore molto più vicino al modo di giocare di mio padre, ma sta cambiando. Sta diventando più difensivo, amante del possesso palla, cosa che mio padre e io detestiamo perché vogliamo arrivare subito in porta". Ha concluso.
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Roma | 51 |
Atalanta | 47 |
Bologna | 42 |
Lazio | 40 |
Sassuolo | 38 |
Udinese | 36 |
Parma | 34 |
Genoa | 33 |
Torino | 33 |
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Fiorentina | 28 |
Lecce | 27 |
Cremonese | 24 |
Pisa | 18 |
Verona | 18 |









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