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Zazzaroni: "Orgoglioso, schietto e permaloso. L'allenatore perfetto ha un nome e cognome"

In un post su Instagram il giornalista sportivo Ivan Zazzaroni ha elogiato un mito della panchina.



12/04/2025 18:50 - Interviste
Zazzaroni: Orgoglioso, schietto e permaloso. L'allenatore perfetto ha un nome e cognome
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Nel corso della sua carriera da giornalista sportivo, Ivan Zazzaroni ha conosciuto tanti allenatori. In un post su Instagram, il direttore del Corriere dello Sport ha speso parole al miele per una leggenda della panchina italiana: "Febbraio ‘90, una radio mi invita a parlare di allenatori". 

"Avendo visto per pochi minuti una partita del Cesena, rispondo che Marcello Lippi il bello mi sembra anche bravissimo e sono convinto che farà tanta strada. Un paio di giorni dopo ricevo la telefonata del non ancora 42enne Lippi: non ci conoscevamo e per questo si dice piacevolmente sorpreso, mi ringrazia. Chiacchieriamo, ci risultiamo simpatici. Due settimane e sono a Cesena. Lo intervisto per il Guerin Sportivo: ci incontriamo in un bar a pochi chilometri dall’uscita dell’autostrada" ha aggiunto il direttore del Corriere dello Sport.


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"Un caffè e scatta l’amicizia, al punto che nel luglio del ‘92 trascorro una dozzina di giorni con la famiglia nella sua Viareggio: quando mio figlio compie due anni, festa in spiaggia con Simonetta, la moglie di Marcello, Stefania, 15 anni e già bellissima, Davide, che da tempo fa l’agente di calciatori, e gli amici. Nell’inverno della breve ma sofferta disoccupazione – Lugaresi lo licenziò piangendo, unico caso nella storia del calcio" ha continuato Zazzaroni.

"Marcello conosce Luciano Moggi a Bologna in un locale di proprietà di mio padre. Passano gli anni, lui si afferma: Lucchese, Atalanta, Napoli, Juve, cinque stagioni fantastiche, Inter (scelta sbagliata), di nuovo la Juve, la Nazionale, il favoloso Mondiale 2006, l’errore di tornare in azzurro, la Cina. Marcello ha vinto tutto quello che è possibile vincere: gli manca giusto un Europeo con la Nazionale. Lo considero l’allenatore perfetto, leader naturale, orgoglioso, schietto, permaloso. Questo è un omaggio fin troppo personale, forse, alla sua grandezza e unicità" ha concluso il giornalista bolognese.


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Giuseppe BiscottiGiuseppe Biscotti
Laureato in economia aziendale, è giornalista pubblicista dal 2021. Nato e cresciuto a Caserta, collabora dal 2017 con testate online. Segue il calcio con esperienze da inviato negli stadi di Serie A.
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