Zazzaroni: "De Laurentiis-Conte, sento cose assurde a Napoli. Maradona fu tradito a USA 94, ero con lui in hotel"
Ivan Zazzaroni ai microfoni di AreaNapoli.it, il direttore del Corriere dello Sport ha parlato del Napoli e di tanti altri argomenti. Molto significativo il passaggio su Diego Maradona.

Il campionato di Serie A volge al termine, ultime giornate per definire la classifica. Il calcio nostrano si avvia a un Mondiale che non disputerà per l'ennesima volta. Intanto il Napoli dovrà definire il proprio futuro. La redazione di AreaNapoli.it ha contattato Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport, tra le firme più autorevoli dello sport italiano. Tanti gli argomenti trattati nel corso dell'intervista.
Campionato di Serie A si avvia alla conclusione
La questione scudetto sembra ormai chiusa con l'Inter che aspetta solo la certezza matematica di festeggiare il ventunesimo tricolore. I meriti di Chivu e di Lautaro e compagni hanno pesato più dei demeriti delle avversarie. Napoli, Milan e Juventus su tutte? "L'Inter ha fatto sette punti in più rispetto allo scorso anno, ha un attacco superiore a tutti gli altri in un range di 20-30 gol di differenza. Come se avesse iniziato tutte le partite 1-0. Chivu è stato bravo nel dare compattezza e gestione delle risorse con anche un pizzico di fortuna. Quando hai una squadra con un attacco così e giocatori in tutti i ruoli che segnano come Dimarco, Dumfries, Calhanoglu, Barella, questo fa la differenza. L'Inter ha una maggiore distribuzione di gol rispetto alle altre ed è questa la principale differenza. Il Napoli ha 5 punti in meno rispetto allo scorso anno ed ha avuto una serie di infortuni non indifferente. Le mie favorite ad inizio anno erano indiscutibilmente Inter e Napoli. Diciamo che una s'è fatta del bene e un'altra del male. Sento cose assurde da gente che parla di invenzioni di formazione di Conte o che gli infortuni derivano dai suoi modi di allenare, dai suoi estremismi e dalle sue ossessioni. Ti dico che ha fatto bene l'Inter e ha fatto male il Napoli soprattutto in Champions. Il cammino in Europa è stata forse la vera delusione della stagione del Napoli ma è arrivata ad alcune partite con la formazione veramente rimaneggiata".
Le parole di Conte hanno pesato?
Il Napoli è apparso svuotato mentalmente e fisicamente nella sconfitta contro la Lazio. Un problema psicologico con il sogno scudetto ormai sfumato o hanno pesato le parole di Conte nel pre partita?
"Le parole di Conte non c'entrano nulla, qualsiasi dichiarazione di un allenatore non condiziona le prestazioni se pronunciate poche ore prima o entro le 24 ore. Non è che una squadra è fatta di mentecatti condizionabili a seconda del buon umore o del malumore di un allenatore. Scordiamoci questa cosa. Arrivare all'origine di questo svuotamento non è semplice, anzi ricorda quello visto contro il Parma. La Lazio ha fatto la stessa partita dei ducali con maggiori opzioni in contropiede. Sarri ha fatto quello che doveva fare ed ha messo in grandissima difficoltà il Napoli. Uno svuotamento sorprendente perché ha riguardato tutti i calciatori, immagino la frustrazione di Conte".
Annata difficile per De Bruyne
La prestazione contro il Parma ha certificato l'annata difficile di De Bruyne che era arrivato come il colpo da novanta del mercato estivo. Si può parlare di equivoco De Bruyne anche dal punto di vista tattico?
"Conte si aspettava dal belga un apporto di qualità che è stato interrotto dal lunghissimo infortunio e dal quale non si è più ripreso. Con De Bruyne in forma il Napoli era in testa alla classifica. Sicuramente l'infortunio ha inciso anche nelle ultime prestazioni e quindi aspetterei in una valutazione negativa. Far coesistere De Bruyne, Anguissa, Lobotka e McTominay non è semplice anche se sono tutti calciatori di grandissima qualità ma forse non si è trovata la sintonia giusta in campo".
Parole di Conte e De Laurentiis mal interpretate a Napoli
Ma Conte ha aperto alla panchina della Nazionale?
"Conte non ha ritrattato nulla perché le sue parole sono state interpretate male e l'ho detto il primo giorno senza aver parlato con Antonio. Ha fatto un discorso molto semplice che nessuno ha voluto capire 'se fossi il presidente della FIGC, considererei Conte'. Come dire 'Se fossi l'editore di un giornale, prenderei in considerazione Zazzaroni'. In giro non ci sono tutti questi fenomeni ma la gente ha pensato che si trattasse di un autocandidatura. Tutto falso visto che non c'è un presidente federale, non ci sono tempi e nemmeno i termini economici. Le sue ultime parole sull'argomento non sono state un ritrattare ma un chiarire".
Qual è lo scenario più plausibile per la panchina del Napoli anche alla luce delle parole di De Laurentiis negli Stati Uniti?
"De Laurentiis ha fatto capire che Conte non è stupido da voler forzare per andare in Nazionale in queste condizioni di precarietà e ha fatto intendere di voler accelerare questo incontro di fine stagione che Conte vuole tutti gli anni per capire se c'è una condivisione di programmi tecnici. Considera questo Napoli una creatura di Conte e quindi si stranirebbe nel caso Conte la abbandonasse per l'incertezza. Ha detto tutto il contrario di tutto, lasciando aperte tutte le porte. Così è fatto De Laurentiis e mi sorprende che qualcuno a Napoli si sorprenda. Per me quindi è tutto aperto all'incontro che ci sarà a fine anno. Ma sento dire a Napoli che De Laurentiis non vedrebbe l'ora di mandare via Conte per i costi, perché ha stressato i calciatori e per tutta una serie di ragioni. Se è così basta dirlo, ma De Laurentiis non l'ha mai detto".
Nel frattempo si parla di un progetto di ridimensionamento dei costi e delle spese sul mercato in vista della prossima stagione del Napoli.
"Tutto presunto. Basta vedere che il Napoli quest'anno ha avuto i soldi di Osimhen e Kvara ed ha investito. Certo ha speso abbastanza perché Conte è uno che ti induce ad investire per cercare di vincere. Un obiettivo che è anche quello di De Laurentiis".
"Conte è un vincente"
Conte rimarrebbe al Napoli in maniera convinta o potrebbe pesare nella scelta l'assenza di panchine libere tra le big italiane?
"Ma no! Se vuole Conte può rimanere anche fermo e ci metterebbe pochi mesi a trovare una panchina di livello. Io so solo che Antonio è un vincente e vuole vincere. Ha ripreso la frase di Enzo Ferrari a ragion veduta e lo ha fatto anche come autocritica. Uno che è cresciuto nella Juventus dove lo slogan è 'Vincere è l'unica cosa che conta', non può avere che il successo come unica cosa che conta ed ha ragione. Il secondo posto è il primo dei perdenti. Non è diseducativo, bisogna guardare in faccia la realtà. Se non porti a casa il risultato vai a casa. Dopo questa stagione potrebbe in ogni caso scatenarsi un domino di allenatori in estate. Escludo Inter e Juventus ma sulle panchine di Milan, Napoli, Roma e anche Bologna potrebbero esserci cambiamenti".
Il capitolo Maradona, il tradimento di Usa 94
"L'ho conosciuto benissimo e l'ho incontrato almeno dieci volte. Ci sono tanti aneddoti", racconta ad AreaNapoli.it. "Ricordo un'intervista che fece a Bologna a teatro dove fu spettacolare, un'altra a Canale 34 dopo si aprì. Oppure quando ero l'unico giornalista italiano in Australia per lo spareggio dell'Argentina per andare al Mondiale 1994. Era magrissimo e pensavo fosse pieno di anfetamine. Ma l'incontro che mi ha più segnato è stato quello a Dallas quando fu trovato positivo e squalificato. Io fui l'unico giornalista ad entrare nell'albergo grazie ad un amico di Caniggia che si chiamava 'Il mortadella'. Entrai e sentii tutte le urla di Diego che diceva 'Mi hanno tradito, mi hanno tradito'. E si riferiva a Grondona. La vera storia è che la FIFA non gli fece nessun controllo prima del Mondiale perché voleva che partecipasse l'Argentina. Ma poi quando capirono che l'Albiceleste poteva vincere il Mondiale, gli fecero il controllo e lo squalificarono. Quello fu il vero tradimento. Sapevano tutto quello che aveva fatto per arrivare in forma ai Mondiali, l'hanno protetto e poi l'hanno fregato".
La partitella con Maradona a Cervia
"Una volta ho giocato con lui a Cervia sulla sabbia che era durissima e mi diede una palla davanti alla porta che non son ancora oggi come ho fatto a sbagliarla. Tra l'altro conservo gelosamente una maglia che mi regalò Casati, il vice, dopo un Brescia-Napoli. Mi hanno offerto cifre iperboliche ma non l'ho mai venduta. Diego ha fatto parte della mia crescita anche come giornalista ed è sempre stato molto affettuoso con me. Era incredibile".
Maradona calciatore più forte della storia
"Per me è stato senza ombra di dubbio il calciatore più forte della storia. L'unico che gli sta vicino per tecnica è Messi ma come personaggio non c'è paragone. Era più famoso del Papa in quel periodo e vivere da Maradona era impossibile. In tanti l'hanno fregato e lui si faceva fregare ma aveva un'aura, una simpatia e una bontà che dimentico".
Un ricordo su Oscar Schmidt
Chiusura su Oscar Schmidt: "L'ho conosciuto in Brasile nel 1980 quando ero per la Gazzetta per seguire Marquinhos. Lui mi portò all'allenamento della nazionale brasiliana a San Paolo e lo vidi per la prima volta. Aveva un tiro che sembrava una mitragliatrice, un grandissimo come Bob Morse e Steve Hawes".
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