Zaccone: "Tiki Taka, spettacolo indegno. Quanti Duca Alfonso Maria di Sant'Agata dei Fornari"

Maurizio Zaccone, giornalista e scrittore, ha commentato quanto accaduto qualche sera fa negli studi del programma Tiki Taka.
Maurizio Zaccone, giornalista e scrittore, ha commentato quanto accaduto nel corso di Tiki Taka, programma condotto da Chiambretti, in cui un ospite ha offeso Diego Armando Maradona. Ecco quanto scrive Zaccone: "Ho sorvolato, volutamente, sull’indegno spettacolo avvenuto a Tiki Taka l’altro giorno. L’ho fatto perché quel teatrino trash era studiato, voluto, cercato. E quel personaggio era preparato, istruito, intenzionato a scatenare la bagarre. Alla ricerca di un punto di share, delle ribattute social, di una visibilità altrimenti negata se affidata a quello che dovrebbe essere il suo, il loro lavoro. Ma la responsabilità non può essere scaricata puntualmente sui pagliacci di turno; va ricercata in chi confeziona questi programmi, chi sceglie gli ospiti, chi prepara la scaletta. Non ci meritiamo tutto questo. E non parlo solo in quanto napoletani, ma in quanto amanti del calcio".
Poi ha aggiunto: "Quel calcio raccontato negli anni da persone come Paolo Valenti, Raimondo Vianello, Sandro Ciotti, Gianni Minà, Luigi Necco, Bruno Pizzul e tanti altri. Quelle provocazioni non meritano assolutamente risposta; perché non sono frutto di un dibattito, ma un semplice rutto in una gara di rutti. Perché questo sono diventati gran parte dei contenitori televisivi: una gara a chi fa il rutto più lungo. Sono il messaggio negativo, l’antitesi dello sport. Non elevano la polemica da bar a dibattito serio, ma rendono la polemica da bar, al loro confronto, il dibattito serio. Spingono sempre più in giù l’asticella, senza vergogna. Convinti che è questo che la gente vuole, forse. Dico forse perché in realtà la gente finisce per spegnerla la tv; i programmi chiudono, gli ascolti calano. E loro, anziché reinventarsi, peggiorano. Annoverano clown nel circo, ma senza strappare risate. E a noi resta solo la nostalgia del calcio raccontato che fu; di quando la tv ancora si ricordava di dover provare ad essere esempio. Non riuscendoci sempre ma almeno provandoci. Con stile, garbo e ironia. Tempi andati: ora, come dicevo, solo gare di rutti. Alle quali non si può rispondere con ulteriori rutti, perché sarebbe il loro gioco. A quei personaggi al massimo possiamo concedere un pernacchio, di eduardiana memoria. Quello di testa e di petto; cervello e passione. Quello da fare con la mano molle, le labbra un po’ umettate e le dita alzate. Nulla di più potete meritarvi. Che di Duca Alfonso Maria di Sant’Agata dei Fornari ce ne abbiamo ormai troppi".







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