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Vulpis: "Serie A e non solo, si rischia il crollo! Si potrebbe giocare stile NBA. Avigan? Fidiamoci solo di fonti ufficiali"


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Aggiornato mercoledi, 25 marzo 2020, 17:36
Pubblicato nella sezione Interviste
Vulpis: Serie A e non solo, si rischia il crollo! Si potrebbe giocare stile NBA. Avigan? Fidiamoci solo di fonti ufficiali

Marcel Vulpis, direttore di SportEconomy, ha parlato della difficile situazione del calcio italiano ai microfoni della nostra redazione.


Mondo del calcio travolto dall'emergenza Coronavirus, la pandemia globale di Covid 19 sta facendo seriamente traballare un mondo che è sempre apparso dorato e in grado di regalare gioie e entusiasmo a milioni di tifosi in tutta Italia e nel mondo. I conti economici dei club, alla luce di questa terribile crisi, potrebbero avere un gravissimo contraccolpo, quasi letale per alcune società della nostra penisola. La Serie A e non solo si trova in una situazione difficilissima. La redazione di AreaNapoli.it ha interpellato Marcel Vulpis, direttore di SportEconomy, per analizzare la complicata situazione.

Serie A, caos in Lega. Difficile riprendere il campionato. Quale ipotesi ritiene più fondata al momento?


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"La soluzione migliore, qualora ci fosse la possibilità, sarebbe quella di poter concludere la stagione in un periodo molto stretto, ad esempio si potrebbe giocare ogni due-tre giorni così come accade in NBA, i calciatori sono atleti professionisti e sono in grado di poter disputare più partite in un periodo meno lungo del consueto. Un'ipotesi del genere sarebbe importante perchè dal punto di visto sportivo permetterebbe ai club di completare tutte e 38 giornate della Serie A 2019-2020, in questo modo il campionato avrebbe una sua regolarità. Detto ciò ci sono comunque una serie di variabili, bisogna capire e vedere come le squadre e i rispettivi giocatori arriveranno dal punto di vista fisico ad una eventuale ripresa del campionato. Non tutti sono Cristiano Ronaldo che possono avere palestra e piscina in casa per allenarsi, il campionato se riprenderà comunque sarà stato minato dall'emergenza Coronavirus. Altra ipotesi è quella dei playoff, si potrebbe fare un mini campionato allargato alle prime 4-6 squadre dell'attuale classifica, ma questa è un'ipotesi che comunque potrebbe comportare delle sue problematiche in quanto le tv a pagamento potrebbero avanzare diritti e richieste poichè non sarebbero state svolte le attuali 12 giornate del campionato di Serie A che mancano all'appello. La situazione è molto difficile, tutto il mondo del calcio rischia gravi problematiche".

Quanto rischia di perdere in termini economici una società come il Napoli in questo scorcio di stagione?

"Il Napoli nell'ultimo bilancio ha messo fieno in cascina. Chi ha saputo ben gestire le finanze del proprio club sentirà meno il contraccolpo, ovviamente anche una società come il Napoli avrà delle perdite relative ai mancati incassi di questa seconda parte di stagione, probabilmente non chiuderà il bilancio in utile alla fine di quest'anno, ma comunque non avrà i gravi rischi che potrebbero avere altri club che hanno invece situazioni economiche meno floride e solide del Napoli. Personalmente ho grande paura per il mondo della Serie C, dove le società si reggono su entrate molto minori rispetto alla Serie A. Per i piccoli club di Serie C questo stop potrebbe essere letale in quanto non potrebbero contare su quelle entrate fondamentali come gli incassi ai botteghini, gli investimenti degli sponsor e quella piccola porzione di diritti tv. Discorso ancora più difficile per la Serie D. Se si ferma tutto ci perdono tutti, tutto l'indotto del calcio rischia di crollare tirandosi dietro un intero mondo: a partire dalle TV a pagamento fino a finire ai giornali sportivi".

Calciatori a rischio svalutazione. Allan e Koulibaly potrebbe essere venduti a prezzi minori visto il momento di contrazione economica?

"Questo rischio è inevitabile, le società per recuperare denaro fresco hanno due possibilità. Il primo è che le rispettive proprietà immettano denaro liquido nei club per tamponare le perdite economiche, la seconda possibilità è proprio quella di vendere calciatori sul mercato. Il tutto però in un contesto molto difficile in quanto al momento nessuno più gioca. Si potrebbero vendere alcuni calciatori in Premier League, ma anche l'Inghilterra, il mercato calcistico più florido del mondo, è in difficoltà e si è fermato. Al momento solo il campionato della Bielorussia e quello del Nicaragua sono ancora attivi, questo ci fa capire l'assurdità del momento. E' tutto fermo, anche il mondo del betting è praticamente azzerato. Non si può scommettere praticamente su nulla, se non per i due campionati che ho appena citato. E' una situazione che rischia di portare ad esiti disastrosi. Quando si riprenderà poi ci dovremo abituare ad una ripartenza a ranghi ridotti, niente sarà più come prima. Si inizierà ovviamente dalle gare a porte chiuse per poi eventualmente in futuro a passare a stadi parzialmente aperti con distanze di almeno 3-4 sediolini tra un tifoso e l'altro".

Coronavirus e false speranze. Cosa ne pensa ad esempio del tam-tam social sull'Avigan?

"La speranza è che si arrivi al più presto al vaccino, bisogna sviluppare quella famosa immunità di gregge che ci permetterebbe di tornare ad una vita più serena e simile a quella di prima. In questo momento così difficile le informazioni mediche e dichiarazioni devono arrivare solo da fonti ufficiali e qualificate. L'Avigan? Solo l'Aifa può esprimersi sulla validità di farmaci, la gente non si può affidare a filmati che girano su Youtube. La medicina è una cosa seria, non si scherza con la salute delle persone. Il mio messaggio è quello di restare a casa ed evitare di dare importanza a filmati che girano sui social. Di medicina e salute ne possono parlare solo chi altamente qualificato, tutto il resto può essere pericoloso e addirittura nocivo", ha giustamente sottolineato Vulpis ai nostri microfoni.


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Alessandro Sepe
Direttore responsabile e co-fondatore di AreaNapoli.it, è giornalista pubblicista dal 2013. Laureato in letteratura e storia italiana, è da sempre appassionato di calcio e di giornalismo sportivo.
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