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Vocalelli stronca ogni discussione: "De Bruyne colpo top, ha 6 anni in meno di Modric"

Alessandro Vocalelli ha parlato dell'arrivo al Napoli di Kevin De Bruyne, soffermandosi sulla differenza di età con il campione ingaggiato dal Milan.


Gaetano BrunettiGaetano BrunettiGiornalista

27/08/2025 15:44 - Interviste
Vocalelli stronca ogni discussione: De Bruyne colpo top, ha 6 anni in meno di Modric
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Ai microfoni di Stile TV nel corso della trasmissione "Salite sulla giostra" è intervenuto Alessandro Vocalelli, giornalista con trascorsi da direttore anche al Corriere dello Sport: "A volte ci si chiede se è meglio avere una squadra forte oppure i conti a posto, ma le cose sono collegate perché se il Napoli non avesse avuto i conti a posto non avrebbe potuto risolvere il problema Lukaku".

"Il Napoli non guarda lo svincolato e De Laurentiis può stare simpatico o antipatico, ma sulla conduzione del Napoli è stato esemplare. E non mi riferiscono solo ai 2 scudetti, ma ai 3 secondi posti conquistati con 3 allenatori diversi e questo significa che è una squadra continua. De Bruyne? Ci sono 6 anni di differenza tra Modric e De Bruyne, il calciatore del Napoli ha un'età in cui può incidere ancora e viene dal Manchester per cui è stato un colpo eccezionale. Senza tutto questo, tra l'altro, non sarebbe stato possibile trattenere Conte. L'Inter è alla pari col Napoli, ha un organico molto forte e l'anno scorso ha battuto il Barcellona, il Bayern Monaco per cui parliamo di una squadra arrivata in finale di Champions in un percorso difficile e a questa squadra ha aggiunto dei pezzi soprattutto in attacco in cui aveva una piccola carenza".


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"Vedo quindi un duello tra Napoli e Inter quest'anno. Pensavo che il Milan fosse più avanti e invece la prima partita ha ribaltato le mie idee perché mi sembra una squadra che fatica molto anche sul mercato. Come outsider, forse al terzo posto metterei la Juve, ma non credo possa competere per lo scudetto e subito dopo la Roma di Gasperini. La verità a volta fa male, ma è vero ciò che dice Fabregas: i giovani italiani fanno fatica a crescere. In questi anni è mancata la cura dei vivai, i giovani italiani non sono messi nella condizione di crescere, ma è un errore nostro. Nessun allenatore italiano preferisce lo straniero, ma è chiaro che se nel mercato ci sono giovani migliori dei nostri, le aziende private vanno a pescare lì. La Lazio ad esempio". Ha concluso.


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Gaetano BrunettiGaetano Brunetti
Giornalista pubblicista dal 2012, da sempre amante del giornalismo, in passato ha collaborato tra l'altro con Cronache di Napoli ed Il Roma. Si definisce un reporter libero, on the road.
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