Villas-Boas: "Ho visto cose assurde in India. Farņ lo scrittore"

L'ex enfant prodige della panchina ha dichiarato al Telegraph: "Con quello che ho da dire sul Chelsea posso farci un'autobiografia da primo posto in classifica".
Andre Villas-Boas ha rilasciato una interessantissima intervista ai microfoni del Telegraph. Il mister ha visitato i bassifondi di Nuova Delhi, ha lavorato per beneficenza, s’è messo a scrivere e a raccogliere cimeli. Ecco le sue parole alla nota testata giornalistica inglese: "La maggior parte di noi conosce i problemi della società che abbiamo in questo momento, ma in India è su un’altra scala. Gente che raccoglie cibo dalla spazzatura, senza scarpe, senza servizi igienici, senza acqua corrente, elettricità. È il livello più basso. È davvero difficile da vedere".
Villas-Boas ha poi aggiunto: "Ho visto ragazzi dipendenti dalla droga, che vendono ogni genere di cose, che dormono sull’asfalto. Ho documentato io stesso il viaggio con fotografie che ho potuto mostrare ai miei figli a casa a Porto, affinché da grandi possano influenzare le persone".
Sul calcio: "Non ho problemi a parlare dei miei fallimenti. La gente mi dice: 'Oh, era un ragazzo stupido che è diventato manager e non è andata bene al Chelsea perché era troppo testardo, troppo blah, blah, blah e poi la clausola rescissoria e ha preso i suoi 10 milioni, i suoi 15 milioni di sterline'. Così tante stupidaggini. Sono curioso e indago e mi soffermo nei dettagli, leggo e mi preparo. Quanti allenatori sono stati licenziati dal Chelsea? Quello che è successo al Chelsea a me è successo a molte persone che ci sono passate. A volte sei fortunato, vinci un trofeo e almeno lasci un segno. Non sono stato così fortunato. Con quello che ho da dire potrei farci una autobiografia".
Sul mercato: "Niente Modric, niente Moutinho… Falcao è un altro che stava per arrivare, ma poi c’era Drogba che non riusciva a decidere se voleva andarsene o meno a gennaio. Stava per andare a Shanghai, poi non è andato più e poi Marina Granovskaia voleva Carlos Tevez e improvvisamente non voleva più Tevez. Ci sono molte cose in quella stagione che meritano una di quelle autobiografie scioccanti in Inghilterra che raggiungono il primo posto in classifica".
Sulla scrittura: "Mi piace scrivere. Scrivo molto. Cose diverse. Scrivo col cuore. Cose molto emotive legate al Porto, al Marsiglia, alla mia vita. Tempo, spazio, amore. Le mie parole sono… molto viscerali".






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