Varriale: "Acerbi non va dipinto come un mostro. Jesus ha ceduto ad un mal vezzo"
Il giornalista RAI Enrico Varriale ha commentato quanto successo tra Francesco Acerbi e Juan Jesus durante Inter-Napoli.

Enrico Varriale, giornalista RAI, è intervenuto a 1 Football Club, programma condotto da Luca Cerchione su 1 Station Radio. "Acerbi ha lasciato il ritiro della Nazionale dopo quanto accaduto nella vicenda con Juan Jesus? Credo sia una scelta partita da Spalletti. In assenza di valutazioni della giustizia federale, si è ritenuto di non poter portare all’estero un calciatore accusato di aver pronunciato una frase razzista. Una scelta saggia in un contesto meno saggio. Difatti, su una vicenda come questa si nota la differenza abissale tra il calcio italiano e un campionato come la Premier, vero parametro di riferimento. Al di là del fatto che Acerbi ha sbagliato un paio di volte, prima in campo e poi nelle dichiarazioni delle ore successive, ci sono gli articoli fintamente originali e le prese di posizione, come quella fatta da Calcagno, in cui si invita a non strumentalizzare".
"Stimo Calcagno - ha proseguito Varriale, parlando del Presidente dell'AssoCalciatori - ma nei giorni scorsi è uscita l’intervista del capo del sindacato dei calciatori inglesi; leggendo tale l’intervista, capisci tante cose: si comprende come il calcio inglese, rispetto a quello italiano, sia in un’altra galassia… Non parlo di pene esemplari, Acerbi non può essere dipinto come un mostro. Tuttavia, non si può nemmeno pensare di mettere sul banco degli imputati Juan Jesus".
"Qualcuno ha detto che Juan Jesus ha sbagliato in campo, davanti alle telecamere a ridurre il tutto a ‘delle cose da campo’, e poi nel post sui social?. Non bisogna cadere nel discorso del tifo, in una spirale nella quale si pensa che a Milano difendano Acerbi e a Napoli difendano Juan Jesus. Sarebbe un ulteriore peggioramento di una vicenda già pessima. Juan Jesus aveva ceduto al mal vezzo del definire quegli insulti ‘una cosa da campo’, ma in questi casi non si può essere originali. L’offesa riguarda una cosa intangibile, che in un campo da calcio non deve esserci. Cercare una lettura originale della vicenda non può essere accettabile”.
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