Valente consiglia il colpaccio Sudakov: "Non ho dubbi, sarà un top player"
Valente ha allenato Sudakov ai tempi delle giovanili dello Shatkhtar, l'allenatore ha consigliato il suo acquisto ai club italiani ed esteri.

Negli ultimi giorni si è parlato dell'interessamento di Napoli e Juventus per Sudakov dello Shatkhtar, Fernando Valente, che conosce molto bene il fantasista avendolo allenato nelle giovanili della squadra di Donetsk, ne ha parlato ai microfoni di Sportitalia consigliando il suo acquisto: "E' vero che il vecchio numero 10 è scomparso nel calcio moderno, a causa della crescita della tattica, ma abbiamo molti giocatori che possono giocare in quel ruolo. Sudakov è uno di quelli. Quello che Sudakov ha capito è che doveva adattarsi ai nuovi ruoli del calcio moderno. Per esempio ha capito come giocare sia da 10 che 8, o da 6. Per lui è tutto più facile perché vuole sempre la palla, non importa la posizione che occupa in campo, non ha mai paura di farsi dare la sfera e fare la differenza con la qualità dei suoi passaggi".
Dove lo vedrebbe, meglio Napoli, Juve o Premier?
"Non importa il club o la nazione, la cosa più importante è lo stile di gioco o le idee dell'allenatore. Ha bisogno di giocare partite dove può essere connesso con il gioco, coinvolto nel dialogo con i compagni e nel fraseggio, in una squadra che controlli il gioco con il possesso. Sudakov fa la differenza, ma in un gioco fisico con molti contrasti e duelli fisici, per lui sarebbe più difficile essere protagonista".
Il suo ruolo migliore?
"Quando sono arrivato allo Shakhtar giocava come un centrocampista centrale ma gli ho fatto capire che doveva essere preparato a coprire altre posizioni. Per esempio partendo in posizione più laterale e cercando di portare la palla dentro al campo, collegando il gioco con gli altri centrocampisti. Oggi sa fare tutto, gioca in qualsiasi posizione della mediana. Non ho dubbi che sarà un Top Player, non è la prima volta che dico che sarà un buon investimento per club come City, Barcellona, Bayern e Liverpool. La sua capacità di decidere sotto pressione è qualcosa di eccezionale".
Cosa l'ha colpita di più di lui quando lo ha allenato?
"Il suo rapporto con la palla, la qualità delle sue decisioni negli ultimi 30 metri, la sua capacità di segnare. Poi la concentrazione che mette negli allenamenti e la personalità in campo, indipendentemente dagli avversari: vuole solo la palla per giocare e migliorare il gioco dei suoi compagni. E' una grande persona, ambiziosa e sempre disponibile ad imparare per migliorare il suo gioco. Un top, top player".








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