Bonucci: "Napoli da rispettare. Vi spiego perché non ho giocato all'andata"

L'ex difensore della Juventus, ora all'Union Berlino, Leonardo Bonucci, ha rilasciato alcune dichiarazioni alla vigilia del match di Champions League contro il Napoli.
Leonardo Bonucci, difensore dell'Union Berlino, ha rilasciato alcune dichiarazioni in conferenza stampa alla vigilia del match di Champions League contro il Napoli: "Sono contento di tornare in Italia, è molto emozionante per me. Col Napoli abbiamo giocato tante sfide decisive sia per lo scudetto che per i trofei nazionali. Sarà una grande serata, il pubblico di Napoli è sempre caloroso. Abbiamo bisogno di una grande prestazione per tornare ad essere quelli che col mister hanno stupito nel corso degli anni e sono arrivati in Champions League. Faremo il massimo per conquistare un risultato positivo".
"Ho avuto la fortuna di giocare contro il Napoli, che negli anni ha acquisito sempre più peso all'interno delle competizioni europee. La compagine di Rudi Garcia merita rispetto perché è forte, temibile, ci sono giocatori di qualità. Alcuni sono stati miei compagni in Nazionale. L'abbiamo visto all'andata, quand'è bastata una palla di Kvaratskhelia per Raspadori, quindi bisognerà essere concentrati per tutta la gara", ha aggiunto l'ex Juventus.
Ancora sul Napoli: "La compagine azzurra è costruita per fare un grande percorso in Italia e in Europa, noi vogliamo invertire la rotta e portare a casa dei punti che possono servirci per il futuro. La mancanza di Osimhen sicuramente è uno svantaggio per il Napoli, è uno tra gli attaccanti più forti della Champions League e difendere contro un giocatore così è veramente difficile per 95 minuti. Non bisogna sottovalutare Raspadori che dopo l'esperienza all'Europeo è un fratello per me. Ha il futuro davanti a se, si è sbloccato e sembra non fermarsi più. Poi c'è Simeone, poi ci sono gli esterni che nell'1 contro 1 sono infermabili".
Sul suo momento all'Union: "Sto vivendo un'esperienza bellissima sia a livello sportivo che umano. Non sono pentito di avere scelto la Germania, anzi. Vivendo da solo a Berlino è ovvio che mi manchi la famiglia, però poi arrivo al campo e ho sempre grandi stimoli e gran voglia di esserci e aiutare la squadra. Non ho giocato la gara dell'andata perché il mister ha scelto altri calciatori e io rispetto le sue decisioni. Anche dalla panchina ho cercato di aiutare i miei compagni".






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