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Trapattoni: "Maradona era adrenalina pura, ma Pelé è stato il calciatore più completo"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Trapattoni: Maradona era adrenalina pura, ma Pelé è stato il calciatore più completo

"La sua arte coinvolgeva tutto il calcio. Pelé ha legato due ruoli in uno, il numero nove e il numero dieci, in largo anticipo sui Platini degli anni Ottanta", il ritratto di Trapattoni.


Giovanni Trapattoni racconta Pelé in un’intervista al Fatto Quotidiano: "Lo marcai in una amichevole col Brasile che vincemmo per 3-0. Il brasiliano non stava in piedi, letteralmente. Sa com’è, già allora la propaganda non scherzava: Pelé in diretta valeva x milioni di lire, Pelé in tribuna la metà della metà. E così, pressati dalle locandine, i brasiliani lo mandarono in campo. Era mezzo stirato, non ricordo un fallo, fu un gioco da ragazzi. Tenne botta per 25-26 minuti, poi uscì".

Nello stesso anno, nella Coppa Intercontinentale, si giocò Milan-Santos. Finì 4-2: "Tutta un’altra musica. Non era più zoppo. Firmò entrambi i gol del Santos, il primo dopo aver dribblato mezzo Milan, il secondo su rigore. Sono sincero: le provai tutte, e fui molto più mediano che gentiluomo".


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Meglio Pelè o Maradona? "Sono indovinelli da bar sport, e non lo dico per salvarmi in corner. Come si fa a paragonare fuoriclasse di epoche così diverse? Sarebbe come se chiedessero a Gianni Clerici chi è stato più grande, Sampras o Federer, Laver o Borg? Una cosa la dico. Se Diego è stato adrenalina pura, genio spremuto e selvatico, Pelé è stato il campione più completo che abbia conosciuto e contro il quale abbia giocato. Completo come repertorio, intendo. Destro, sinistro, acrobazia, calci di punizione. E colpo di testa: come faccio a dimenticare il balzo con il quale, nella finale messicana del 1970, annichilì Burgnich?".

Tra Pelé e Di Stefano? "Pelé era più uomo-risultato, Di Stefano più uomo-squadra. Grandissimi entrambi".

Pelé o Eusebio? "Pelé. Ripeto, la sua arte coinvolgeva il calcio, tutto il calcio. Non una fetta, non una specialità. Tutto. Eusebio era esplosivo, aveva una gran lecca, ma non lo stesso dribbling, non lo stesso senso acrobatico. Pelé ha legato due ruoli in uno, il numero nove e il numero dieci, in largo anticipo sui Platini degli anni Ottanta. E poi, scusi: cosa si può dire di uno che ha scelto il calcio come mestiere e che, in carriera, ha vinto tre Mondiali e realizzato più di mille gol?".


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Francesco Manno
Giornalista pubblicista dal 2006, è laureato in scienze della comunicazione. Ha vinto l'Oscar Campano per la sua professionalità. Ha inoltre condotto e diretto diversi programmi radio e TV.
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