Trapattoni: "Gianni Agnelli mi chiamava ogni mattina alle 5.30. Non sopportavo una cosa di Platini"
In un evento l'ex calciatore e allenatore Giovanni Trapattoni aveva rilasciato alcune dichiarazioni su Gianni Agnelli e Michel Platini.

Tra le bandiere in panchina della Juventus c'è sicuramente Giovanni Trapattoni. In un evento al Rotary Club di qualche anno fa, l'ex allenatore di Cusano Milanino aveva raccontato un retroscena sull'avvocato: "Gianni Agnelli mi chiamava tutte le mattine alle 5,30 e mia moglie mi diceva di non rispondere perché era troppo presto. Potete immaginare perché non potevo farlo. Quando diceva poi “abbiamo vinto ma non mi sono divertito” era un messaggio chiaro e sapevi come e dove lavorare per migliorare. Oppure “ho operai da licenziare, non posso acquistare giocatori” comprendevi la visione dell’imprenditore e del tifoso”.
Poi l'aneddoto di Trapattoni sul giocatore simbolo della sua Juventus negli anni ottanta: “Michel Platini, un genio, un talento puro, a volte indisciplinato, non sopportavo i suoi calzettoni sempre calati. Come rispondere? Negli anni mi sono appassionato all’arte pittorica. Perdonatemi il paragone ma è come esaltarsi di fronte ad un quadro. Due, tre pennellate d’artista emozionano, così fanno le azioni in campo dei fuoriclasse, risolvono le partite e mandano in delirio le folle”.
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