Trapattoni: "Agnelli mi telefonava ogni mattina alle 5.30. Non sopportavo una cosa di Platini"
In un'intervista di qualche anno fa, l'ex allenatore Giovanni Trapattoni aveva raccontato retroscena inediti sull'avvocato Agnelli e su Platini.

Giovanni Trapattoni è uno degli allenatori più vincenti della storia del calcio italiano. La carriera da tecnico ad alti livelli è iniziata proprio alla Juventus dove il Trap è rimasto dal 1976 al 1986 prima di ritornare nel 1991/92. Un decennio in bianconero ricco di successi.
A proposito dell'esperienza sotto la Mole, Trapattoni raccontò un aneddoto in un evento al Rotary Club: "Gianni Agnelli mi chiamava tutte le mattine alle 5,30 e mia moglie mi diceva di non rispondere perché era troppo presto. Potete immaginare perché non potevo farlo. Quando diceva poi “abbiamo vinto ma non mi sono divertito” era un messaggio chiaro e sapevi come e dove lavorare per migliorare. Oppure “ho operai da licenziare, non posso acquistare giocatori” comprendevi la visione dell’imprenditore e del tifoso”.
Poi un altro retroscena sul giocatore simbolo della sua Juventus: “Michel Platini, un genio, un talento puro, a volte indisciplinato, non sopportavo i suoi calzettoni sempre calati. Come rispondere? Negli anni mi sono appassionato all’arte pittorica. Perdonatemi il paragone ma è come esaltarsi di fronte ad un quadro. Due, tre pennellate d’artista emozionano, così fanno le azioni in campo dei fuoriclasse, risolvono le partite e mandano in delirio le folle”.
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