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Tognazzi: "Fellini diede un dolore a mio padre Ugo. Favino, Gassman e la depressione..."

Ricky Tognazzi, attore e regista, ha ricordato suo padre Ugo tra aneddoti, amicizie e dolori.


Luca CirilloLuca CirilloGiornalista

03/08/2024 16:49 - Interviste
Tognazzi: Fellini diede un dolore a mio padre Ugo. Favino, Gassman e la depressione...

“Per girare un film ci vuole passione ma soprattutto coraggio”. Ricky Tognazzi, attore e regista, figlio dell'indimenticabile Ugo, ha rilasciato un'intervista a Leonardo Inacci per Libero Quotidiano. Ecco alcuni passaggi: "All’epoca di mio padre si giravano 300-350 film all’anno, oggi non si superano le 50 pellicole. Alcune anche bellissime ma è un altro cinema. Impera la televisione? Le fiction soprattutto, raccontano loro le realtà delle nostre vite, le storie o i personaggi un tempo narrati al cinema di genere. Hanno occupato quegli spazi narrativi”.

I film si guardano anche sul telefonino…

“È una conferma che tutto è cambiato. Tv e Internet hanno serializzato la magia del cinema. Purtroppo certi racconti hanno vinto sulla qualità delle storie, sugli approfondimenti”.

È così difficile girare oggi?

“Il cinema è un’industria e dovrebbe essere rispettato meglio. In Francia la politica aiuta il nostro lavoro mentre in Italia, a torto o a ragione, si pensa sempre che le sovvenzioni statali siano per film inutili. In parte è sbagliato. 

Ugo ha interpretato e diretto titoli indimenticabili. Ne dovesse scegliere tre?

“Solo tre? Beh, da attore direi I mostri, Romanzo popolare e La donna scimmia di Ferreri. Con un jolly: Amici miei. Poi ho sempre ammirato l’Ugo regista perché ha diretto film non facili, rischiosi e, quindi, coraggiosi. Come Il fischio al naso”.

Fra gli amici di papà Vittorio Gassman era quello più vicino a Ugo?

“Erano amici. Diversamente amici. Ugo ammirava la cultura e la teatralità di Vittorio. Non si rubavano i ciak, si rispettavano e hanno girato film memorabili, pensate a I mostri o In nome del popolo italiano che ha precorso il tema della magistratura che angaria un imprenditore innocente”.

Perché Ugo è considerato uno dei colonnelli della risata del nostro cinema?

“Perché ha interpretato una varietà incredibile di ruoli. Aveva una vitalità creativa unica e non ha mai avuto paura nel disegnare personaggi anche scomodi. Pensate al Vizietto. Sin da bambino me ne sono accorto. Nel 1963 ho interpretato suo figlio ne I mostri, anni dopo ho recitato in altri suoi film e ne ho annusato la genialità”.

Oggi c’è un attore che ricorda Ugo?

“Non ha avuto il trascorso comico che aveva mio padre ai tempi della rivista ma direi che Francesco Favino lo ricorda per fisicità”.

Il dolore più grande a Ugo lo diede Federico Fellini, vero?

“Per anni Fellini gli ha fatto pensare che sarebbe stato il protagonista di un film: Il viaggio di G. Mastorna. Come una bella donna che illude ma poi scompare. Ugo provò dolore, poi si rappacificarono”.

Gli ultimi tempi di Ugo, morto a soli 68 anni, sono stati difficili: era in preda a una forte depressione?

“Sì, e ne ha sofferto molto. Come Gassman. Ricordo lui e Vittorio immobili, muti, osservare per ore un vaso senza dire nulla, in preda a questo topo che rodeva il loro petto. Lei mi dà l’occasione per lanciare un appello a proposito di questa patologia: non si abbia più paura di parlarne, si faccia outing e non ci si vergogni. La depressione è una malattia come altre”. 

Invece cosa porta nel cuore dei consigli di Ugo?

“Il diritto alla cazzata. Nel 1979 si accordò con il giornale satirico Il Male per pubblicare finte prime pagine dei quotidiani italiani con la foto di Ugo arrestato e un titolo a nove colonne: Tognazzi capo delle Brigate Rosse! Il sommario recitava: Raimondo Vianello: “Ugo è pazzo ma lo perdono”. Quella era la stagione dissacrante e meravigliosamente iconoclasta di papà, altri tempi davvero ma il diritto alla cazzata ce l’ho nel cuore”.


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Luca CirilloLuca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.

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