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Tifosi del Napoli aggrediti a Salerno: "Siamo vivi grazie agli steward, era un agguato"

Uno dei tifosi del Napoli aggrediti all'esterno dell'Arechi ha raccontato la sua brutta esperienza: "A Napoli non è mai successo niente allo stadio. Una cosa fuori dalla grazia del Signore".


RedazioneRedazioneTestata giornalistica

02/11/2021 20:49 - Interviste
Tifosi del Napoli aggrediti a Salerno: Siamo vivi grazie agli steward, era un agguato

Giovanni ed Emiliana, tifosi aggrediti all’esterno dell’Arechi sono intervenuti a Radio Punto Nuovo nel corso di Punto Nuovo Sport Show. “Con la mia collega stavamo andando a vedere la partita tra Salernitana e Napoli. Sentono il mio accento di Napoli - spiegano - e così un gruppo di tifosi iniziano ad inveirci contro. Cerchiamo l'aiuto della polizia perché 5-6 persone iniziano a rincorrerci. C’ero io, con la mia amica Emiliana e sua mamma di 53 anni. Ci hanno raggiunti e con la polizia indifferente ci prendono a schiaffi e con una cicca di sigaretta nel polso. Ci siamo messi spalle ai cancelli, Emiliana è stata colpita al naso ed è stata costretta all’operazione. Gli steward ci tirano all’interno dello stadio e siamo vivi per questo. Siamo stati nuovamente lasciati a noi stessi e nei distinti ci avevano già preparato un agguato. Ci hanno detto che era meglio rimanere qui, la polizia ci aveva abbandonati agli steward. Poi, ci hanno scortato fino all’ospedale, ci aspettavano dovunque. Non c’è un perché, solo perché io sono di Napoli ed ho accento napoletano".

"Io sono andato con lo spirito di passare una giornata diversa. Io spero che la città di Salerno e la Salernitana prendano le distanze da questi episodi. Ma non ho letto nessun comunicato. Sono giorni che non dormo: non riesco a togliermi dalla mente che non sono riuscito a parare i colpi dati alla mia collega e a sua madre. A Napoli non è mai successo niente allo stadio. Una cosa fuori dalla grazia del Signore. La mamma della mia collega ha perso un figlio due anni fa, volevamo farla distrarre ed invece è viva per miracolo. Erano circa 20 persone".


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"La Digos ci ha contattato subito, il dottor Ingenito ci ha salvato. La polizia era accanto a noi e non ha fatto nulla". Emiliana poi spiega: ‘Ho ancora diversi dolori, ci hanno riempito di calci, ho dolori anche alle costole. Non voglio più andare a Salerno. Voglio vedere in faccia chi mi ha tirato un pugno mentre io pregavo di non farlo. I miei vestiti andavano a fuoco’. Vorrei vedere la loro faccia di imbecilli magari costretti a spiegare quello che ci hanno fatto”, ha concluso la tifosa del Napoli.


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